Non si nasconde Gianluca Pasqui a proposito del tema della sanità, dove il governo Acquaroli viene contestato per il cronico malfunzionamento di alcuni (è giusto non fare di ogni erba un fascio) ospedali marchigiani.

Ecco cosa ha detto:   

«In questi cinque anni ho scelto di non fare promesse, ma di portare a casa risultati.

Quando si parla di sanità, le chiacchiere non servono: servono medici negli ospedali, infermieri nei distretti, regole chiare e trasparenza. Per questo sono orgoglioso di due leggi che ho presentato e che oggi sono realtà».

Lo afferma Gianluca Pasqui, segretario provinciale di Forza Italia Macerata e candidato alle elezioni regionali del 28 e 29 settembre, ripercorrendo il lavoro svolto.

«Con la legge sugli incentivi per il personale sanitario nei comuni del cratere – spiega – abbiamo reso possibile offrire fino a 12.000 euro l’anno, oltre a soluzioni abitative, a chi decide di lavorare nelle aree terremotate. Non è stato facile, ma oggi la norma è operativa: le Aziende Sanitarie Territoriali hanno le risorse e i bandi sono realtà. Questo significa garantire cure dove prima c’era carenza, ridare dignità a territori che rischiavano di essere abbandonati. È un modo concreto di dire ai cittadini: non siete soli».

Pasqui rivendica anche un altro risultato: «Con la mia legge sul Registro regionale degli informatori scientifici abbiamo approvato all’unanimità una misura di trasparenza. I medici avranno sempre a disposizione un elenco aggiornato di professionisti qualificati, e l’informazione scientifica sarà pulita, corretta, affidabile. È un passo avanti per la sanità pubblica, che non riguarda i palazzi ma la vita quotidiana di chi si affida al sistema sanitario».

L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di riforma avviato dalla Giunta Acquaroli, che con la fine dell’ASUR e la nascita delle Aziende Sanitarie Territoriali ha ridisegnato l’organizzazione della sanità marchigiana. «Una riforma coraggiosa – sottolinea Pasqui – che oggi ci consente di avere strutture più vicine ai cittadini e responsabilità chiare».

Il candidato chiude con un appello forte: «Io non mi accontento. Voglio che gli incentivi vengano estesi alle professioni più carenti, che chi lavora negli ospedali periferici abbia certezze, che i tempi di attesa per una visita o un esame vengano pubblicati e monitorati ogni tre mesi.

Voglio una sanità marchigiana che non lasci indietro nessuno, e continuerò a lavorare con la concretezza che mi ha sempre contraddistinto».

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