L’antagonismo politico perde di attendibilità, quando si cerca di sostenere le proprie idee utilizzando le disavventure giudiziarie degli altri. Quanti indagati ci sono nella parte che sostieni ?, Quanti rinviati a giudizio?, quanti condannati?.  E giù a contare, come se competere elettoralmente fosse una sorta di gara giudiziaria da sviluppare nelle cancellerie dei tribunali e non di confronto programmatico di idee da dibattere con i cittadini. Nei tempi rari della politica nobile tali situazioni non esistono , anzi la loro assenza determina la migliore politica del confronto; ora per contro si contano e contrappongono gli avvisi di garanzia annunciati e inviati, magari per paura che l’avversario sia più stimato dai cittadini o a copertura di promesse elettorali mancate. Queste invece nelle possibili nuove proposte realistiche dovrebbero caratterizzare i dibattiti in corso attualmente per le elezioni in arrivo.

Nelle Marche   i cittadini sono chiamati al voto il 28 e il 29 del prossimo mese di settembre e i temi che dovrebbero trovare l’attenzione dei concorrenti e quella degli elettori dovrebbero essere quelli che caratterizzano le competenze istituzionali dell’ente regione che provo a riassumere: la sanità, la ricostruzione con specifica attenzione alle aree interne, la salvaguardia dell’occupazione e la promozione del lavoro, la formazione e l’istruzione in genere e professionale in particolare, le infrastrutture viarie.

Per la sanità il dibattito è particolarmente importante e si dovrebbe sviluppare sulle questioni interne dei medici di base e quelle altrettanto importanti della specialistica nel settore pubblico, verso la quale i cittadini trovano sempre più ostacoli nelle prenotazioni, con conseguenze drammatiche di rinuncia alle cure o di grandi sacrifici economici, se costretti a rifugiarsi in strutture private o, come sempre di più accade, a recarsi nelle regioni vicine dell’Emilia, dell’Umbria, della Toscana o addirittura più lontane della Lombardia e del Piemonte. Possibile e perché in tutti questi anni non si sono promossi sistemi che potessero facilitare l’accesso ai medici di famiglia e alle strutture sanitarie pubbliche anziché allontanarli? Per la ricostruzione la questione non è tanto quella, ora in auge,  di chi ha il merito di averla promossa, ma di come si sta sviluppando e in quale misura l’ente pubblico ne è garante. All’improvviso sono sbocciati cantieri vicini a abitazioni, senza nessuna pianificazione operativa e viaria e se si pone la questione all’ente locale, la risposta consueta è quella che gli uffici tecnici sono oberati di lavoro e dunque tutto viene rinviato a salvaguardie poi inesistenti.

Il tema lavoro è sempre più pressante perché l’economia marchigiana soffre in genere nei settori industriali del made in Italy, dell’automazione e della manifattura  terribilmente e non sono rari gli eventi improvvisi di riduzione di personale, in alcuni casi senza neppure il coinvolgimento delle parti sociali. Pensare che le Marche sono la terra di grandi imprenditori, oltre che di abili tecnici. Possibile affrontare il tema ?.

Sull’istruzione la competenza regionale, concorrente con quella statale si concentra sui piani di dimensionamento, le possibili aperture di nuovi corsi e il sostegno economico all’edilizia scolastica. Più significativo è il ruolo sulla formazione professionale e l’attenzione verso nuove professioni richieste dal mercato del lavoro, ma che spesso i cittadini e gli enti promotori si sentono inascoltati e relegati a un ruolo marginale soffocato da una burocrazia regionale paradossale. Per l’Università poi l’attuale tendenza di autorizzare università private ha senso ?. I costi di iscrizione sono esagerati, la qualità mediocre e le 4 università pubbliche, sempre ai primi posti nelle valutazioni nazionali dei servizi sviluppati, rischiano di entrare in crisi di iscritti, cosa paradossale se si pensa all’Università di Camerino, fulcro della ripresa territoriale di un’area martoriata dal sisma. Allora si apra un dibattito vero e serio sul tema della qualità del vivere in una Regione straordinariamente bella, dalla quale però migliaia di giovani diplomati e laureati di valore se ne vanno annualmente, cercando risposte appropriate a questo tema che rappresenta il futuro della comunità regionale!.

Le infrastrutture viarie, ferroviarie e aereoportuali non sono da meno nel repertorio degli impegni da assumere. Le infrastrutture viarie in corso di realizzazione vanno rapidamente completate, sia nei collegamenti su strada che su ferrovia evitando che si sottraggano risorse per altre finalità o che si sospendano i lavori perché non opportunamente pianificati. L’aeroporto di Falconara deve essere  un vero hub nazionale, non un ente mantenuto solo per garantire incarichi politici, senza   mai si  valutare adeguatamente i risultati raggiunti in termini di collegamenti utili ai cittadini e alle imprese.

Ecco i temi da trovare fra la gente ascoltando i bisogni reali, pena la disaffezione verso la politica e l’allontanamento dalla democrazia vissuta e partecipata. Ci pensino i candidati concorrenti e sottopongano agli elettori programmi realistici, attuabili in tempi certi e con risorse adeguate, senza rincorrere circostanze inutili e futili.

 

Giancarlo prof. Marcelli – Via Roma 8 Castelraimondo – 3357113751

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