Il dado è tratto. Con il Consiglio dei Ministri del 7 febbraio scorso, è arrivato il via libera definitivo alla precisazione del quesito referendario. Segnatevi la data: 22 e 23 marzo 2026.

Non si tratta di un voto qualunque. Gli italiani saranno chiamati alle urne per decidere se confermare o respingere una storica modifica della Costituzione che punta a riscrivere le regole del gioco della magistratura italiana.

Dalla separazione delle carriere al sorteggio del CSM, ecco una guida rapida per capire cosa c’è in ballo senza perdersi nel “legalese”.


I 3 Pilastri della Riforma

La riforma approvata dal Parlamento tocca i nervi scoperti del sistema giudiziario. Ecco i tre cambiamenti fondamentali su cui dovremo esprimerci:

1. Addio al “cambio di casacca”: Separazione delle Carriere

Oggi un magistrato può iniziare come Pubblico Ministero (l’accusa) e poi diventare Giudice (colui che giudica), o viceversa.

  • Cosa cambia: La riforma impone una scelta definitiva fin dal concorso d’ingresso. Chi sceglie di fare l’accusatore non potrà mai fare il giudice, e viceversa. Due binari paralleli che non si incontrano più.

2. Il CSM si fa in due (con sorteggio)

Il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici, viene rivoluzionato.

  • Cosa cambia: Non più un solo organo, ma due Consigli distinti e indipendenti:

    • CSM dei Magistrati Giudicanti.

    • CSM dei Magistrati Requirenti (PM).

    • La novità: I membri togati (i magistrati) di questi consigli saranno scelti tramite sorteggio, un meccanismo pensato per ridurre il peso delle correnti politiche interne.

3. Nasce l’Alta Corte Disciplinare

Attualmente, se un magistrato commette un illecito, viene giudicato da una sezione interna al CSM.

  • Cosa cambia: Viene istituito un nuovo organo autonomo, l’Alta Corte, col compito esclusivo di giudicare gli illeciti disciplinari. Sarà composta da un mix di magistrati e giuristi “laici” nominati da Parlamento e Quirinale.


Il Quesito: Cosa troveremo sulla scheda?

Il recente Decreto ha “precisato” il testo che leggeremo in cabina elettorale. Preparatevi, perché come spesso accade, la burocrazia non brilla per chiarezza immediata:

“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”

Come nota ironicamente Sergio Criveller nei suoi appunti: “Il Decreto di precisazione non lo rende certamente più chiaro, anzi”.

Attenzione: Non C’è il Quorum (Ogni voto conta!)

Questo è il punto cruciale che distingue questo appuntamento dai soliti referendum abrogativi. Essendo un referendum costituzionale confermativo, non è richiesto il quorum.

Cosa significa?

  • Non serve che vada a votare il 50% + 1 degli elettori.

  • Vince chi prende un voto in più.

  • L’astensione non serve a nulla: se votano in pochi, quei pochi decideranno per tutti.

Il Commento

Mancano due mesi al voto. C’è tutto il tempo per analizzare le ragioni del e del No, ma una cosa è certa: la complessità del quesito non deve essere una scusa. Dato che il risultato dipenderà esclusivamente dai voti validi, restare a casa il 22 e 23 marzo significa lasciare che siano gli altri a decidere come verrà amministrata la giustizia in Italia per i prossimi decenni.

Ecco cosa ha scritto Sergio Criveller

Il Consiglio dei Ministri del 7 febbraio scorso, ha approvato un Decreto di precisazione del quesito relativo al referendum sulla giustizia già indetto con il Decreto del 13 gennaio 2026.
Il referendum è previsto per il 22 e 23 marzo.

🔷️ Si decide se confermare o respingere una modifica della Costituzione che ridisegna i meccanismi di autogoverno e consolida la distinzione dei percorsi professionali.
Ecco una sintesi dei punti chiave della riforma della giustizia.

🔴 Separazione delle carriere.
✅ Attualmente, un magistrato può passare dal ruolo di accusatore (Pubblico ministero) a quello di giudice e viceversa.
➡️ La riforma stabilisce che, fin dal concorso di ingresso, si debba scegliere una delle due strade, e quindi non sarà più possibile cambiare funzione durante la carriera.
🔴 Sdoppiamento del Csm.
✅ Il Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno, verrebbe diviso in due consigli distinti e indipendenti:
➡️ Csm dei Magistrati giudicanti.
➡️ Csm dei Magistrati requirenti (i Pubblici ministeri)
✅ Entrambi i consigli vedrebbero i propri membri scelti tramite sorteggio (per la componente dei magistrati).
🔴 L’Alta corte disciplinare.
✅ Viene istituito un nuovo organo, l’Alta corte, che avrà il compito esclusivo di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati, attualmente questa funzione è svolta da una sezione interna al Csm.
➡️ La Corte sarà composta sia da magistrati che da giuristi “laici” nominati dal Parlamento e dal Presidente della Repubblica.
🔴 Pertanto, il testo del quesito del referendum già indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026, viene precisato dal Decreto testualmente come segue:
✅ Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?
➡️ E’ una consultazione di tipo costituzionale confermativo, non è dunque richiesto un quorum quindi passerà se i Sì supereranno i No, a prescindere dal numero di votanti.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Il Decreto di precisazione del quesito al referendum non lo rende certamente più chiaro, anzi.
✅ Ma al voto mancano ancora 2 mesi, c’è quindi tutto il tempo per approfondire e analizzare le ragioni del Sì e del No.
➡️ L’unica cosa chiara però è che si deve andare a votare, perché può vincere il Sì o il No anche per un solo voto.

(by Sergio Criveller

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