Hanno ammazzato Charlie Kirk con un fucile di precisione.

La sua colpa? Le sue idee. Era cristiano, antiabortista, contrario all’ideologia transgender, vicino al presidente Trump. Sposato con Erika era anche un papà di due splendidi figli. Non si era voluto vaccinare contro il Covid ed è stato ucciso mentre stava per parlare ai giovani del campus di Utah Valley.

Un commento della collega e giornalista Raffaela Frullone di Milano mi ha particolarmente colpito, poche ore dopo l’attentato.

Ecco che cosa prevedeva la giornalista:

DIRANNO CHE SE L’E’ CERCATA
Ho letto della sua morte a tarda sera, dopo una cena tra amici. E mi ha sconvolto. Quante volte, rientrando da serate come quella, mi capitava di fermarmi sui suoi video mentre scrollavo.
Dibattiti vivaci, appassionati. Girava tra i campus universitari per spiegare che l’embrione non è un grumo di cellule, che nessuno nasce nel corpo sbagliato, che l’aborto non è mai una soluzione, che la violenza non è mai un’opzione.
Sfidava gli studenti spronandoli a ragionare: “Provami che sbaglio”, diceva. E i ragazzi ci provavano, a sfidarlo, lo stavano ad ascoltare, con lui discutevano, si confrontavano, si interrogavano. “Sposatevi, fate dei figli”, diceva loro “questo è quello che conta”.
Logica cristallina, sguardo pulito, carisma erano la sua forza. Qualche volta mi è capitato di non essere d’accordo con lui, ma anche in quel caso i suoi dibattiti erano una scuola. Un fuoriclasse.
Charlie Kirk aveva 31 anni. Una moglie. Due bambine piccole. E ieri sera non è tornato a casa. Gli hanno sparato a 200 metri di distanza mentre parlava di fronte a centinaia di ragazzi.
E oggi, preparatevi, diranno che è colpa di Trump.
Che è a causa sua che la violenza è esplosa in politica in quest’epoca altrimenti così pacifica e armoniosa. Come se Kennedy non fosse mai stato ucciso, come se nessuno avesse mai sparato a Reagan…
A Charlie non hanno perdonato le sue idee. Era cristiano. Era contro l’aborto. Rifiutava le narrazioni imposte sull’identità di genere. E per questo era detestato. Da quelli inclusivi, tolleranti, sedicenti democratici, costruttori di ponti.
Oggi leggeremo di tutto su di lui.
Diranno che era amico di quel buzzurro meschino di Trump, che era un negazionista climatico, che odiava i trans, che era un no vax. Lasceranno intendere che, in fondo, con certe idee, un po’ se l’era cercata.
Sì, tra le righe, sobriamente, diranno che dispiace ma che in fondo, un po’, se l’è cercata.
Probabilmente lo stesso pensiero di chi ha premuto quel grilletto.”
Passano poche ore e la “VEGGENTE” Raffaela Frullone scrive:
Come volevasi dimostrare. Skytg24 lo definisce Charlie Kirk “lo sciamano Maga con posizioni controverse su famiglia e gender”.
L’Ansa rimarca che aveva “promosso cause conservatrici nonché disinformazioni sul Covid, la teoria critica della razza e il negazionismo sul cambiamento climatico” e che la sua morte è “l’ennesimo atto di una violenza politica esplosa con l’irruzione di Trump in politica”.
Il Sole 24 ore lo definisce “il controverso attivista americano di destra molto vicino a Donald Trump”, sulla stessa scia Rainews “Kirk è stato un personaggio controverso: si contrapponeva alle fasce più radicali della sinistra americana woke”.
Sky rilancia : “Complottista novax, negazionista del cambiamento climatico, antiabortista, di recente si era schierato contro la concessione dei visti per le persone provenienti dall’India. Kirk ha promosso teorie complottiste come l’idea del marxismo culturale, criticata per i suoi contenuti antisemiti”.
La chiosa la facciamo con Repubblica: «Nel 2021 si è sposato con una ex-Miss Arizona, dalla quale ha avuto due figli. Conduttore di “The Charlie Kirk Show”, un programma radiofonico di cui Trump è stato più volte ospite, Kirk si è fatto conoscere per le sue idee complottiste NoVax durante la pandemia, ha minimizzato gli effetti del Covid, si è distinto come negazionista del cambiamento climatico e antiabortista. Di recente si era schierato contro la concessione dei visti di ingresso negli Usa per le persone provenienti dall’India. È stato accusato di promuovere teorie della cospirazione. E nel 2023, dopo l’ennesima strage di alunni in una scuola, aveva difeso il diritto a possedere armi da fuoco: “Penso valga la pena pagare, purtroppo, il costo di alcune vittime ogni anno, per potere mantenere il Secondo Emendamento della Costituzione”, quello che appunto stabiliva il principio (all’epoca in cui, dopo avere vinto la guerra d’indipendenza contro l’Inghilterra, l’America aveva bisogno di un esercito di popolo pronto a combattere nel caso di un nuovo conflitto).
Ora lui stesso ha pagato con la vita per quel controverso e contestato diritto».
Tradotto: “in fondo, se l’è cercata”.
La superiorità morale di una certa parte politica e culturale non racconta i fatti, ma mette alla sbarra le intenzioni.
Non vuole spiegare, ma classificare, incasellare, decidere chi è buono e chi è cattivo, quali morti è giusto piangere e quali assassini in qualche modo giustificare.
Il racconto di Charlie Kirk non è una cronaca, ma una propaganda ideologica, che trasforma la vittima in colpevole.
Un’occasione per ribadire chi sta dalla parte “giusta” della storia e chi invece se la va a cercare…”
Per chiudere questo pezzo vi riporto uno scritto del giornalista Mario Adinolfi: 

“Lo avevo incontrato questa estate mentre ero negli States nel corso del suo tour Prove me wrong, provatemi che sbaglio, in cui parlava a migliaia di giovani in scontri dialettici memorabili sui temi che più mi sono cari.

Ho imparato tanto da lui, dal suo modo di gestire con il sorriso sulla labbra ogni attacco, ogni insulto, ogni falsa accusa di essere razzista e ovviamente neonazista. Per fermarlo gli hanno dovuto sparare, perché con le argomentazioni logiche vinceva sempre lui ed era quindi amatissimo e odiatissimo, come dicono di me “divisivo”. È incredibile come si imbufaliscono i nemici della verità quando non hanno più argomenti, pensano ossessivamente solo a come farti fuori. Con Charlie ce l’hanno fatta e oggi ci sarà chi esulta e chi dirà che se l’è cercata. Mi sento come se avessero ammazzato me. Pregate per Charlie Kirk. Aveva 31 anni.”

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