Il Circolo PD di Camerino sostiene la petizione del comitato “Università, territorio e futuro”, che negli scorsi giorni ha raccolto centinaia di firme per una petizione che chiede all’Amministrazione Comunale di pronunciarsi con chiarezza contro l’ingresso dell’università privata Link nella nostra Regione.

Come già fatto nel febbraio scorso ribadiamo assoluta contrarietà all’ipotesi di apertura della Link nelle Marche (Fano, Macerata e Ascoli Piceno) e all’inspiegabile parere favorevole espresso dall’Amministrazione Regionale. Invece di investire nelle quattro università pubbliche presenti nella Regione, il Governo nazionale – che, con la Ministra Bernini, ha operato tagli che incidono per almeno 10 milioni sui bilanci dei 4 atenei marchigiani – e quello regionale – che ha bocciato la possibilità di un intervento compensativo rispetto a quei tagli – aprono le porte a un’università privata. Mentre la Costituzione (art. 34) garantisce a tutti l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione, la Giunta Acquaroli si esprime favorevolmente per un ente a scopo di lucro che prevede tasse d’iscrizione di 20.000 euro l’anno (Medicina). Governo e Regione, dopo aver definanziato la sanità pubblica a favore dei privati, per cui ormai, nelle Marche, un cittadino su 10 rinuncia a curarsi (siamo la terza regione per questo fenomeno, assai peggio della media nazionale) ora vogliono fare lo stesso con la formazione universitaria.

In pieno accordo con la petizione del comitato “Università, territorio e futuro”, chiediamo che il Comune vada oltre lo scontato e generico sostegno all’Università di Camerino e si pronunci in maniera chiara contro il parere favorevole della Giunta Acquaroli. Non si tratta, come qualcuno vuole far credere, di una questione ideologica su Camerino, tra pubbliche e private, ma della qualità del sistema universitario regionale. Nelle Marche non servono più atenei, e l’argomento della carenza di medici e infermieri – evocato anche dal Consigliere Pasqui – non regge: s’investa nella facoltà di medicina pubblica per avere più medici e di qualità; si coinvolgano tutte e quattro le università pubbliche delle Marche nella formazione degli infermieri e degli altri operatori delle professioni sanitarie, utilizzando le competenze presenti nelle università e nei presidi sanitari dei territori. Questa è la soluzione; vediamo se l’Amministrazione Comunale di Camerino sarà in grado di sostenerla.

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