Penso che ogni attività vissuta con caparbietà e appartenenza segni la propria personalità, consentendo di trasformarla in una sorta di anfiteatro, dove si partecipa allo scontro di esistenze anche variegate, ma da rispettare.

Questa definizione può caratterizzare la vita di un docente, o quella di un dirigente, come ho cercato fosse la mia. L’esperienza di docente mi ha dato un valore aggiunto nel rapporto con i giovani; quella di dirigente un senso speciale nelle capacità di saper e dover gestire le complessità scolastica. L’attività svolta per me è stata coinvolgente e intensa, da lasciarmi tanto affranto e solo  quando un caro amico se ne è andato.

Parlo dell’Ispettore Franco De Anna, persona di altissimo profilo culturale e rappresentante di una generazione scolastica impegnata ad ogni livello, culturale, sindacale e politico. L’amico Franco, in particolare, non ha mai smesso di occuparsi di scuola, mostrando in ogni suo intervento un alto senso delle istituzioni e una visione partecipativa dell’ente, connessa ai  valori inclusivi   della nostra Costituzione. La fede condivisa e le battaglie condotte per “la scuola dell’autonomia” dovevano e devono  aiutare  a praticare scelte coraggiose nello sviluppo di percorsi  educativi e formativi, ricchi se affidati a docenti e personale scolastico competente, con una appropriata valutazione sociale a  garanzia del buon funzionamento di una macchina complessa, dedita allo    sviluppo di conoscenze e alla definizione di adeguate competenze. In questo direzione  la lezione di Don Lorenzo Milani, per la realizzazione di una scuola coinvolgente e popolare ci ha sempre uniti.

Ricordo due sue   pubblicazioni, che invito a leggere con attenzione, visto l’impegno con cui  Franco sviluppava i suoi pensieri e si prodigava per la oro attuazione:

1 – “Di scuola si soffre”. Memorie di un ispettore scolastico  –  Edizioni Conoscenza, 2021  –  

2 – “Autonomia scolastica e rendicontazione sociale. Dal POF al bilancio sociale”   –  Franco Angeli, 2005  –

Nella seconda pubblicazione, in particolare, partendo dalle esperienze di bilancio sociale, sviluppate nelle imprese e negli enti locali, si propone   la sua pratica al mondo della scuola che, in quanto autonoma, non può non rendere conto delle sue scelte educative e dei processi sviluppati.

Magari, partendo dalle sue considerazioni, con quanti lo vorranno, potremmo non dimenticare Franco e onorarne il suo ricco pensiero!

Giancarlo prof. Marcelli  

Lascia un commento