Si accende lo scontro politico a Tolentino dopo le dichiarazioni dell’ex assessore alla ricostruzione Flavia Giombetti che ha parlato della vicenda di Jonata Bettei terremotata in attesa dal 2016 di un’abitazione. “Da assessore ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità, ho seguito pratiche, tracciato soluzioni, messo ordine – ricorda Giombetti – ma per revocare le assegnazioni irregolari servivano decreti che solo il sindaco poteva firmare. Ho preparato il terreno, ma l’ultimo passo era fuori dalla mia competenza.

Ho seguito quella pratica direttamente, ma allora c’erano questioni umane e di salute estremamente delicate, che richiedevano attenzione e tempi diversi. Oggi però ci sono tutte le condizioni per procedere, serve solo la volontà di chi amministra.
Avevo tracciato un percorso chiaro – conclude l’ex assessore – iniziato un lavoro di pulizia, tolto privilegi indebiti. Conosco quei fascicoli e so che la soluzione esiste.
Ma manca il coraggio di revocare le assegnazioni irregolari e consegnare le chiavi a chi ha un diritto sacrosanto”.
A queste dichiarazioni risponde la maggioranza:
BASTA! È ORA DI RISTABILIRE LA VERITÀ
Le dichiarazioni di Giombetti sono riferite a una persona che in sede di assegnazione aveva scelto, a suo tempo, un alloggio in piazzale della Battaglia che, a causa dei problemi delle ditte appaltatrici, non è ancora terminato. Questa persona attualmente percepisce il CDA (ex CAS).
La Giombetti ritiene che nell’assegnazione di appartamenti disponibili si siano privilegiate situazioni non direttamente legate al sisma, come ad esempio quelle effettuate per ragioni sociali nel 2021 (amministrazione Pezzanesi) e quelle a chi era stato “sfollato” dall’area container smantellata nel 2023.
Non si capisce quali siano, ad oggi, le “assegnazioni irregolari” di cui si parla nell’articolo: quelle
relative a casi sociali non sono mai state revocate nemmeno nel periodo in cui è stata assessore, non perché mancasse la volontà ma perché la strada di “pulizia” da lei proposta non avrebbe consentito di raggiungere l’obiettivo (e lo sa benissimo perché le fu ampiamente spiegato) generando ulteriori problemi. Cacciare famiglie con bambini a cui erano state assegnate case dalla precedente amministrazione in maniera, possiamo dire, prematura, sarebbe stata giustizia o persecuzione? Le assegnazioni (sei in totale) a coloro che dal momento della chiusura del campo container non hanno reperito altra sistemazione furono predisposte proprio dalla Giombetti e l’Amministrazione si è limitata a prorogare il provvedimento. Chiediamo all’ex assessore: dovremmo buttare in strada gente solo perché lei non è più parte dell’amministrazione?
La Giombetti prende spunto da una questione che si protrae da 10 anni per polemizzare e chiede per cosa siano pagati Sindaco e Assessori senza spiegare perché non ha risolto lei il problema: quando ancora era in carica sapeva perfettamente che alcuni appartamenti a Paterno stavano per liberarsi, perché non ha informato il cittadino di cui solo ora si fa paladina? E ci chiediamo anche come mai secondo la Giombetti ogni male sia ascrivibile a questa Amministrazione (ma solo da quando lei non ne fa più parte) e invece i veri responsabili di alcune scelte improvvide del passato siano tenuti fuori dal dibattito. Sarà mica perché ora con quelle persone la Giombetti sembra andarci a braccetto e deve dimostrare di “meritarsi il posto”?


