Esame di stato e di maturità. Alcune riflessioni per tranquillizzare i giovani e rasserenare anche  gli adulti.

Le materie orali per il prossimo e conclusivo esame di maturità sono finalmente state comunicate.

Da osservatore della scuola e dei suoi meccanismi, al fine di rasserenare i giovani studenti, partendo da quanti   affrontano con serietà il proprio impegno sociale, mi preme condividere alcuni pensieri sulle scelte fatte.

Il decreto legge n. 127/2025 ha introdotte importanti novità che riguardano l’esame conclusivo dei percorsi di studio del secondo ciclo, che ritorna a essere denominato “esame di maturità”, rispetto alla precedente denominazione di “esame di stato”, come a indicare un passaggio da un’età adolescenziale ad una più matura, in uno sguardo un po’  paternalistico di studentesse e studenti. La prova orale è radicalmente nuova, preferendo, alla discussione del lavoro predisposto dal candidato, un colloquio concentrato su quattro discipline in cui si dovrà dimostrare il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche, come dice il Ministro pro tempore,  il grado di autonomia e responsabilità acquisito nelle attività extracurricolari, sportive o culturali “evidenziando non solo le conoscenze, ma anche la capacità argomentativa e la maturazione personale degli studenti”.  Le prove scritte, due,  resteranno in numero invariate e riguarderanno le discipline indicate dal Ministero.  La scelta praticata è controversa ma, al di la del grado di accoglimento degli studenti, molti docenti   sono preoccupati che, avendo la certezza delle discipline scelte molti studenti  trascureranno le altre, riducendo quantomeno il valore formativo anche in rapporto allo specifico profilo, acronimo PECUP. Si rischia, senza   il coraggio di una   riforma complessiva, di ottenere solo il risultato   di risparmiare sui costi dell’esame e di ridimensionare il senso Costituzionale dell’ esame che  arriva  alla fine di un processo di «pieno sviluppo della persona umana». La conoscenza, da  percorso di emancipazione e ricerca, può diventare una preparazione selettiva e utilitaristica finalizzata al superamento di una prova. La possibile rinuncia alla multidisciplinarietà e alla capacità di costruire discorsi trasversali nel colloquio favorisce   la verifica di un sapere settoriale e frammentato!. L’invito a valorizzare le esperienze formative esterne alla scuola (alternanza ripristinata scuola-lavoro) non deve essere  un semplice  richiamo burocratico ad attività comunque meritorie, documentate e di fatto svolte. L’espressione scuola-lavoro richiamata dal legislatore deve segnalare  non come una  necessità delle scuole di piegarsi alle esigenze dell’impresa,  ma come un processo educativo che deve accompagnare il rapporto con le attività laboratoriali esterne da riportare all’interno di strutture  rinnovate, qualificate e ben attrezzate, in modo da rappresentarle come un luogo privilegiato  di una  formazione-ricerca-sperimentazione autentica.

Che dire ai giovani maturandi? :

1 – per una valutazione coerente  non abbandonatevi alle pratiche utilitaristiche tipiche della vostra età, ma curate ogni vostra conoscenza indicata nel vostro  curriculum. Questo sarà allegato al diploma finale e  offrirà una rappresentazione organica del percorso formativo praticato e delle esperienze significative maturate, sia nel contesto scolastico che in quello extrascolastico. La votazione acquisita validerà dunque ogni impegno agli studi mostrato, a prescindere dal metodo Ministeriale utilizzato;

2 – Il voto della maturità che si ottiene sommando le valutazioni conseguite delle singole prove ai crediti ottenuti nel triennio di scuola superiore (20+20+20+40) è importante ma opportunamente suddivisa fra prove e credito per cui occorre cercare comunque un risultato positivo coerente a proprio grado di preparazione.

Oltre i voti ottenuti nelle prove d’esame, esistono dei punti bonus (da 1 a 5) che introdotti per il massimo della valutazione,  la commissione può decidere di assegnare al termine del colloquio orale a studenti meritevoli, non opportunamente valorizzati nelle prove.  Per il bonus le condizioni di accesso sono:

  1. essere stati ammessi all’esame di Stato con almeno 30 crediti;
  2. aver totalizzato almeno 50 punti alle prove della Maturità (scritto + orale);

Ovviamente non a tutti coloro che rientreranno in questi parametri verranno però assegnati i punti bonus perché sarà la commissione a scegliere, a propria discrezione, quali siano gli studenti meritevoli.

Una  specifica a parte merita, invece, la lode con cui la commissione può decidere di premiare  gli studenti che:

  1. siano arrivati agli esami con 40 punti di credito e abbiano ottenuto 40 punti alle prove scritte e 20 punti all’orale, senza usufruire del bonus;
  2. Abbiano ottenuto una media del 9 durante il triennio e del massimo punteggio in tutte le prove dell’esame di Maturità: un’impresa per pochi, ma significativa per i migliori!

In ultimo, per il futuro, mi permetto di osservare che  la nuova maturità 2026 durerà paradossalmente come questo governo e non appena arriverà  un altro Ministro ci saranno altre “correzioni”, perché “cambiare” la maturità è un’operazione veloce che garantisce visibilità e dà l’impressione di dinamismo. Per paradosso, si ripartirà ogni volta dall’impianto del bravo Ministro Berlinguer!

Giancarlo prof. Marcelli

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