Morire a Gaza è un rischio quotidiano con nemici crudeli, come stanno mostrando di essere i soldati Israeliani per le uccisioni in atto e le condizioni di fame in cui riducono la popolazione.

Si parla di oltre 240 giornalisti palestinesi che hanno la colpa di raccontare fatti raccapriccianti, in cui si uccidono bambini e si fanno sparare impunemente i coloni israeliani che vogliono prendersi le terre palestinesi.

Che tristezza quotidiana aprire il giornale e riscontrare la violenza di prepotenti ignari o dimentichi del passato dei propri avi rilegata nell’angolo della cattiveria più elevata, il genocidio!

Da tempo e per fortuna il mondo civile sta manifestando contro tali azioni e lo fanno tutti, ricchi, poveri, adulti, giovani, sacerdoti coraggiosi, cardinali eccezionali,  politici di valore, ma chi può veramente influenzare politicamente le scellerate scelte di Netanyahu e del suo governo non amato dal popolo tace, forse perché costui ha trovato sostenitori che credono che la vita di un uomo valga meno del potere economico personale e mettono paura con comportamenti più legati al folclore che all’integrazione.

Quante volte si è sentito dire “in 24 ore ci sarà la pace” e chi fa violenza la deve smettere, altrimenti “praticherò sanzioni”, poi con l’ipocrisia dei forti si continuano a mandare armi, risorse economiche e si da impunità a un uomo, governante  condannato dalla corte penale internazionale. Viene una gran voglia di gridare basta, rispettate la democrazia e la storia ma gli oppressori amano la scuola della violenza! Viene da pensare che chi può intervenire non lo faccia per convenienza, benchè governare in democrazia voglia dire garantire la convenienza di tutti, non quella propria! Che il nostro paese abbia con lo stato di Israele ancora rapporti commerciali, militari e culturali, da cittadino libero, lo rifiuto e chiedo al Pontefice Leone XIV araldo di pace da sempre e al grande Presidente Mattarella garante assolto di democrazia di intervenire perchè facciano sentire la propria unica voce autorevole di condanna. Grazie di cuore,

 

Un cittadino libero e desideroso di pace e rispetto verso il futuro.

 

Giancarlo prof. Marcelli

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