Esiste nell’area del cratere una minaccia che può compromettere, per varie ragioni, la ricostruzione nei territori.
Secondo il censimento del 2021 gli edifici inagibili potenzialmente ammessi al contributo erano 60 mila, mentre ad oggi sono circa 34.000 le domande di contributo presentate. La domanda è: perché non vengono presentate le domande di un terzo degli interventi di ricostruzione?
Si stanno facendo molte ipotesi, ma la più accreditata è che molti cittadini ormai anziani stanno rinunciando perché non vedono più una speranza di futuro, pensano di avere accolli notevoli e non possono farsene carico, hanno difficoltà a trovare i tecnici per fare i progetti e le imprese per fare i lavori. E come non dargli ragione?
Già molte persone, quelle che hanno iniziato i lavori della loro abitazione, hanno diversi problemi per gli accolli perché il Superbonus 110% sta volgendo al termine (2025 per la gran parte dei cittadini, 2026 per pochissimi altri) e per il fatto che il prezziario oggi applicabile prevede un 20/30% in meno rispetto all’ultimo Prezziario regionale Marche.
Quindi è necessario intervenire su diversi punti per incoraggiare a presentare le domande e per non creare disparità tra i cittadini:
- Nuovo Prezziario Unico
- Superbonus110% o Strumento alternativo per coprire gli accolli
In sostituzione del Superbonus il Commissario Castelli ha varato a febbraio 2025 un’Ordinanza che aumenta il contributo parametrico di un 3-5% e prevede nuove maggiorazioni in pochi selettivi casi, ma solo se si applica il Prezzario Unico cratere ’22 (prezzi inferiori del 20/30% all’ultimo Prezzario regionale Marche) o il nuovo Prezzario Unico promesso per giugno, ma del quale si sono perse le tracce.
Di fatto si tratta di una riduzione generalizzata del contributo di ricostruzione che genera accolli per chi deve ricostruire.
Ai cittadini de L’Aquila danneggiati dal sisma 2009, proprio per il venir meno del 110% a fine ’25, il governo ha concesso un contributo cash di 300 milioni di euro fino a copertura integrale della spesa per la riparazione delle case, al fine di evitare gli accolli. Qui c’è una vera e propria discriminazione, altro che cambio di passo!
Il Superbonus110% nel cratere si potrà usare anche nel 2026, ma solo per chi ha prenotato (non si sa come) l’accesso al plafond 2024-25.
Nel complesso la ricostruzione sta procedendo quasi per inerzia, ma con tante ombre sulle risorse, sull’uguaglianza dei cittadini, sulla ricostruzione pubblica sullo smaltimento delle macerie, per il quale mancano i siti di stoccaggio e trattamento. Ma la minaccia che incombe è rappresentata dalle 26 mila domande non ancora presentate.
È in discussione la prospettiva della ricostruzione.
Serve davvero un cambio di passo.


