La riflessione di questa settimana del professor Marcelli coglie un aspetto fondamentale come quello della cultura, della scuola. Ma lo scritto che pubblichiamo esprime l’ amarezza per quello che la stampa ci racconta e quello che succede nel mondo, da Gaza fino alle dichiarazioni di Trump contro Harvard e gli studente dell’Università
“L’odio per L’élite culturale”
A prima pagina, la bella trasmissione fonica del mattino di radio3, in cui si dibattono i temi posti dai quotidiani, ho coinvolto la giornalista di turno, Isabella Terranova, sul tema della guerra contro Harvard, condotta dal Presidente Trump con motivazioni paradossali e offensive, a mio modesto avviso, della storia della democrazia americana.
Gli studenti dell’università citata avevano protestato troppo vivacemente, ad avviso del governo Trumpiano, contro il massacro in atto nella striscia di Gaza e tale comportamento non era assolutamente condiviso dal gruppo populista citato da farlo scatenare contro un’Università, immagine assoluta della cultura e sogno di ogni bravo studente proveniente da ogni parte del mondo che da sempre prova a cimentarsi in tale Università per i suoi sogni futuri.
Meno contributi statali all’Università sarebbero stai elargiti se non si fossero forniti i nominativi dei contestatori e ritiro del visto di accoglienza per gli studenti stranieri: una sorta di cacciata dall’ateneo.
Un tema grave che Miche Serra magistralmente ha codificato come “guerra ai professori” condotta da un populismo che odia qualunque élite culturale e scientifica dotata di conoscenza e talento. I governanti populisti ovunque osteggiano la cultura perché rappresenta per loro un muro invalicabile e odiano quanti la posseggono.
Per fortuna, ancora una volta una giudice ha sospeso l’iniziativa governativa, incomprensibile contro un luogo, l’Università che dal XII secolo nasce per soddisfare i bisogni umani della conoscenza. Il dramma esistenziale in atto nella striscia di Gaza non solo giustifica il comportamento degli studenti, ma lo reclama a tutela di tutti e del loro mondo, quello Universitario, che garantisce alcune certezze di libertà: l’amore per il sapere, la cultura del rispetto non dovuto necessariamente a chi crede di governare per i soldi posseduti, ma a chi trova nei valori citati lo stimolo e le motivazioni verso la conoscenza.
Secondo Serra la cultura per i populisti rappresenta “un muro umanamente invalicabile e per questo la odiano”. I bambini di Gaza, decine di migliaia uccisi nei bombardamenti attuati e costantemente in corso nel silenzio spaventoso di tanti governanti, per fortuna hanno trovato rispetto almeno nei giovani, che studiano a Harvard perché chi studia pensa e, anche se povero, non sarà mai un mediocre!
Giancarlo prof. Marcelli


