L’uomo, da sempre, si confronta con scelte dettate dalla natura che lo circonda e che, giorno dopo giorno, contribuisce a trasformare. Viviamo in un mondo in continua evoluzione, dove il cambiamento diventa indispensabile per trovare nuove soluzioni, promuovere il progresso e migliorare la qualità della vita.

Tuttavia, non di rado ci imbattiamo in domande complesse, che impongono decisioni difficili, spesso in contrasto con le nostre convinzioni più profonde. Come affrontarle? Come scegliere la direzione giusta?

Questa settimana, il professor Giancarlo Marcelli ci invita a riflettere su questo tema, proponendoci:

Religione e tecnologia, due temi scottanti.

“Un tema molto interessante di questo tempo è quello del rapporto fra religione e tecnologia.

Per la religione la relazione fra il contingente e il sacro nasce nella necessità di capire i tempi senza esserne prigionieri, di attenuarne le conseguenze se violente curando le coscienze e i sentimenti. La tecnologia può essere per contro autoreferente se guarda al momento, rendendo anche  schiavi, se non opportunamente governata.

Papa Francesco, già al forum Intergovernativo del G7 del giugno del 2024, parlando di intelligenza artificiale come la più attuale espressione della tecnologia,  introdusse il concetto di algoretica, come etica degli algoritmi da  basare sui valori della dottrina sociale della Chiesa, sottolineando    come l’efficienza tecnologica non può mai venire prima della fraternità e del rispetto della persona umana.

Il suo appello era chiaro: l’intelligenza artificiale deve essere sviluppata per servire il bene comune e sostenere la vocazione umana, non per comprometterla.

Leone XIV, il nuovo Pontefice, nel proseguire il cammino intrapreso da Papa Francesco, ha rimarcato i pericoli di uno sviluppo tecnologico non etico e i rischi dell’IA.

Occorre allora trovare un equilibrio tra intelligenza umana e artificiale, nel quale l’innovazione debba   sempre rispettare e promuovere la dignità della persona e il lavoro. La complessità degli argomenti e le considerazioni sviluppate indicano il valore dei due Pontefici, della loro continuità operativa e del rafforzamento del rispetto dei bisogni dell’uomo nel suo cammino terreno. Un rispetto complesso, quanto ne sono i bisogni di questo tempo che vanno dalla povertà, alla tutela  di riscatti sociali, a quella della dignità e non ultima a quella della ricerca di sistemi sociali  meno violenti. Questi valori sono spesso oltraggiati dall’egoismo di essere autosufficienti, dimenticando come e perché tale condizione sia stata acquisita. Promuovere allora un’intelligenza artificiale che aiuti a rispettare e aiutare, può evitare di contrapporre contingente e sacralità, dando all’uno i suoi bisogni e all’altra i propri valori.”

 

Giancarlo prof. Marcelli

 

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