C’è un tema che in questi giorni tiene banco nell’opinione pubblica e di conseguenza prende molto spazio sulle maggiori testate d’informazione nazionale.
Il “Manifesto di Ventotene”, tirato in ballo dalla presidente Meloni, ha suscitato reazioni negative ma utili per “conoscere” e per dare più forza alla LIBERTA’ conquistata.
Anche fra i nostri opinionisti, si è avuta una reazione che, se pur vista da due sponde diverse, giudicano inadeguato l’intervento della Premier. Domenico Aquili, con il suo pensiero
che trovate in questo nostro articolo, e con il professor Marcelli che ha inviato una missiva alla Presidente Meloni.
Ecco il contenuto:
Ventotene: lettera da recapitare al Presidente Meloni
Un bel clamore l’ha destato la Premier Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati, sollevando, in modo, a mio avviso, improprio con la risoluzione da votare per l’esercito comune europeo, critiche al Manifesto di Ventotene. Personalmente La ringrazio perché mi ha costretto a rileggere il documento in modo puntiglioso e a dedurre che la storia non va manipolata a proprio piacimento, ma studiata. Ho avuto la fortuna di amarne il senso, grazie a personalità di valore che avevano vissuto il tempo delle vicende poste e i miei grandi professori di storia avuti al Liceo che mi avrebbero assolutamente bocciato se, di un testo sottoposto a valutazione, avessi estrapolato quello che rafforzava il mio pensiero, non quello che realmente era accaduto!. Ho anche ascoltato il presidente Prodi, un uomo coraggioso inviso alla destra perché sempre vincente, che ha avuto un sussulto di rabbia nel rispondere alle domande poste da chi travisa e utilizza ogni arma per denigrare gli altri. I social sono poi pieni di post incomprensibili pubblicati da persone per niente acculturate sul tema, ma solo desiderose di sostenere la Premier, efficace nella comunicazione quanto scorretta in questa circostanza! Il Manifesto è e è stato un testo su cui occorre ragionare con attenzione perché disegnava, e lo può fare ancora, il futuro di chi è contro la soppressione della libertà (si pensi in queste ore al sindaco di Istanbul Imamoglu), ama la democrazia, argomento significativo della prima parte, rifiuta l’asolutismo nella seconda e affida il dopo guerra all’unità di un’Europea federale. Fossi stato in quel tempo sarei stato magari relegato a Ventotene, ma avrei abbracciato con tutto il cuore il manifesto, scritto in prigionia, nascosto fra le carte e pubblicato con coraggio!
Presidente Meloni, mi spiace non aver avuto la possibilità di apprezzare le sue capacità intellettuali nella circostanza, ma credo che su questo tema si sia fatta consigliare male da alcuni deputati sovranisti che hanno confuso e interpretato il testo come una sorta di articolo di una delle leggi del tempo, la cui ricerca è facile da effettuare.
Tale superficialità non è forse una causa della grande defezione popolare sulla piena democrazia, quella popolare, allontanandosi dal voto?
Giancarlo prof. Marcelli – via Roma 8 – Castelraimondo (Mc) – 3357113751


