In questi giorni, in 390 città italiane si sono tenute cerimonie a commemorazione del martirio di Norma Cossetto.
La breve vita di Norma, studentessa universitaria, fu stroncata dalla barbarie ( e con questo termine vorrei riassumere tutte le accezioni negative e dispregiative che la nostra lingua ci consente) comunista e slava.
Norma fu stesa su un tavolo, violata da 17 belve, e gettata viva in una foiba.
Il suo corpo fu recuperato alcuni giorni dopo, trovato con un pezzo di legno ancora conficcato nella vagina e con le braccia alzate, tese verso l’orifizio della foiba, quindi ancora viva dopo esservi stata gettata.
Il contrappasso nell’animo mio:
Due giorni prima di Pasqua 2021, davanti alla chiesa di Pievetorina, mentre assistevo alla brutale demolizione della casa dove sono nato, incontro Franca, mia compagna alle elementari, che non vedevo da molti anni.
Tra i tanti ricordi arriviamo a parlare del padre, attivo partigiano durante la guerra, il quale,  alcuni anni dopo la fine delle ostilità, con l’aiuto di qualche bicchiere di vino in più, fece parlare a ruota libera un suo vicino di casa,  il quale era stato,  notoriamente, il fascista più cattivo del paese.
Ebbene, costui parlò, fra l’altro,  di una volta in Grecia, in cui, con altre belve umane presero  una ragazza del posto, la stesero su un tavolo e la stuprarono.
Questa volta la barbarie (con tutte le accezione ecc…) era fascista e italiana.
Questa analogia mi sconcerta ancora!
Gli istinti animaleschi che sono dentro di noi sono sicuramente veicolati e trasformati in diritti animaleschi dalla superiorità dispensata dalle ideologie.
I due fatti hanno in comune un tavolo sul quale viene perpetrato un crimine fatto di connotazioni peggio che bestiali, ma la molla, la giustificazione, la copertura, l’affiancamento,  sono opera del dato di partenza: la superiorità dispensata dalle ideologie.
Quanto vivrebbe meglio l’umanità senza posizioni estreme e senza i cattivi maestri che le inculcano nelle menti degli scellerati!
Il film “Le Crociate ” contiene dei dialoghi veramente interessanti,  ma il più profondo è quello fra Baliano, figlio di Goffredo di Buglione, capo dei difensori di Gerusalemme, e il re Salah ad-Din, capo degli assalitori.
Ebbene, prima della battaglia finale i due si incontrano e Baliano, certo di dover soccombere dice: “Si…tu avrai Gerusalemme,  ma prima di entrarvi io ridurrò in macerie tutti i templi degli ebrei, tutte le moschee dei musulmani e tutte le chiese dei cristiani, affinché spariscano i motivi di tante guerre. “
Domenico Aquili

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