Consiglio regionale acceso sul tema della Sanità. Il consigliere del Pd  Romano Carancini denuncia il mancato coinvolgimento dei sindaci :
“L’allergia della giunta Acquaroli per la partecipazione democratica è nota da tempo, ma negare ai sindaci, ovvero la prima autorità preposta alla tutela della salute pubblica, la possibilità di esprimere un parere obbligatorio non vincolante rispetto alle Linee di indirizzo per la redazione dell’atto aziendale degli enti del Sistema sanitario regionale è un qualcosa che va oltre l’immaginabile e testimonia la scarsa considerazione che la giunta Acquaroli prova per il loro ruolo.
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E pensare che la IV Commissione consiliare Sanità e Politiche sociali, aveva approvato un emendamento del Gruppo Pd Marche a mia prima firma con il quale si chiedeva che gli atti aziendali predisposti e proposti dai direttori generali delle Ast pervenissero anche ai presidenti delle Conferenze dei sindaci di ogni azienda territoriale i quali, nell’ambito collegiale della Conferenza, avrebbero potuto esprimere parere obbligatorio non vincolante sulla proposta di atto stesso”.
A dirlo è il Consigliere regionale e vicepresidente della IV Commissione consiliare Sanità e Politiche sociali Romano Carancini.
“Invece – attacca Carancini – la Giunta regionale ha bocciato questa proposta lo scorso 9 agosto, dichiarando senza vergogna che questo passaggio volto alla partecipazione e alla trasparenza rappresenterebbe “un aggravamento del procedimento e non rientra nelle materie che la legge riforma del Sistema sanitario approvata nel 2022 attribuisce alla Conferenza dei Sindaci”.
Insomma, secondo la giunta Acquaroli i sindaci aggravano la programmazione sanitaria anziché migliorarla, sebbene la stessa legge 19/22 stabilisca all’art. 9 che la Conferenza dei sindaci garantisce la concertazione e la cooperazione tra Aziende sanitarie territoriali ed enti locali, anche attraverso la partecipazione ai processi di formazione degli atti regionali di programmazione in materia di assistenza sanitaria e socio-sanitaria”.
“Un’altra brutta pagina per la  democrazia marchigiana- conclude Carancini – aggravata dall’ennesima fandonia dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, che proprio ieri mattina, rispondendo in aula a una mia interrogazione, ha affermato che oggi i sindaci, a differenza del passato, partecipano alla programmazione della sanità del territorio. Parole spudorate, prive di ogni senso di vergogna e pudore che, non c’è alcun dubbio, i cittadini sapranno valutare e sanzionare al momento opportuno”.

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