Attenzione alta per il nuovo sito della discarica e l’amministrazione Acquaroli ancora non redige il Piano di gestione rifiuti dopo 4 anni.
Con il rinnovo del CDA del Cosmari la condanna è scritta. La società è un Titanic difficile da salvare.
Anche il nostro circolo registra che per la prima volta nella sua storia il Cosmari ha visto il rinnovo del suo CDA composto da amministrazioni e sindaci di destra, senza votazione unanime per litigi interni alla maggioranza. Fratelli d’Italia vuole solo e sempre più incarichi, i leghisti sono in totale confusione e senza competenze, con Forza Italia favorevole a privatizzare che sconta la sua scarsa credibilità nell’amministrazione provinciale.
La consuetudine amministrativa vigente al Cosmari voleva che al gruppo provinciale della maggioranza, tra amministratori e sindaci, spettasse il presidente, mentre agli altri andava la maggioranza del CDA di tre membri su cinque. Ciò ha sempre garantito efficienza nelle scelte tecniche ed economiche, rendendo per anni il Cosmari un esempio anche di rilievo nazionale dopo essere stato il primo consorzio delle Marche nel settore.
La scelta è stata di rompere questo equilibrio, proprio in un momento difficile per la società, senza una nuova discarica e l’aumento delle tariffe che pesano sulle famiglie. Maggioranza del CDA e presidenza a Paolo Gattafoni, vicino a Fratelli d’Italia e Acquaroli, tra l’altro già titolare di incarichi stipendiati in società, con una parte di comuni contrari o astenuti che ha fatto mancare l’unanimità.
In una fase così difficile per il Cosmari a livello gestionale e a livello politico non è di facile lettura la composizione del CDA che vede la presenza di un rappresentante del comune di Recanati e la camerte Sandra Gentili, due comuni che hanno diversi siti idonei per ospitare la nuova discarica.
Si fa fatica a dire che non sia uno scandalo anche il solo fatto che Gattafoni si è insediato senza che fosse stata fatta una proposta programmatica e siano stati presentati i curricula dei soggetti. Per di più parliamo di un soggetto che dopo pochi giorni, sui social, giustifica l’aumento della Tari dicendo che nessuno protesta per la benzina alta, ma per questo “rognechemo”. Cerca, insomma di nascondere le vere problematiche e le vere responsabilità dimenticando che portiamo i rifiuti in altre province, perché chi di dovere doveva individuare e realizzare, in tempi certi, la nuova discarica. Se inoltre vuole protestare per il prezzo della benzina può farlo con i membri al governo del partito che lo ha nominato, tra cui la presidente, che in campagna facevano promesse di tagli sulle accise.
Proprio sulla mancanza di individuazione della nuova discarica vertono le colpe dei fedeli di Acquaroli. Dopo più di un anno che se ne parla l’elenco dei siti non si è ristretto. Come provincia mandiamo i rifiuti fino a Tavullia, le tariffe sono già aumentate e aumenteranno ancora a discapito delle tasche dei cittadini.
«Non si capisce come vogliono affrontare la situazione finanziaria, già precaria, e l’aumento delle tariffe per i contribuenti. Non è stato dato un programma, ma neanche un’idea. – afferma il segretario di circolo Marco Belardinelli – La società ha 600 dipendenti e 50 milioni di fatturato, non è un comune ufficio da riempire. L’esposizione bancaria è grande e soprattutto c’è la questione del biodigestore che ha quadruplicato i costi. Per quest’ultimo, che tratta i rifiuti organici, si potevano reperire fondi dal PNRR. Ebbene, altre province sono riuscite a farlo, quella di Macerata no. Forse era il caso di riflettere su questi problemi prima di rompere certi equilibri, ma come già altri sindaci hanno esternato, l’intenzione è quella forse di risolvere tali difficoltà con la partecipazione di privati o vere e proprie privatizzazioni. Anche perché è ormai facile che questa rimanga per la dirigenza una strada facile da percorrere. Ora staremo a vedere il loro lavoro e il loro impegno dato che la nuova discarica potrebbe toccare ad un comune dell’entroterra».
Come ha dichiarato il segretario federale del Partito Democratico, Angelo Sciapichetti, la proposta nel frattempo più utile dovrebbe provenire dalla Regione e sarebbe un accordo ponte per l’abbancamento a Fermo, in attesa di ragionare in futuro in maniera razionale ad una situazione comune per Macerata, Fermo e Ascoli Piceno ottimizzando le risorse.
C’è però un problema ancora più grave, di mancanza amministrativa. Dopo ben 4 anni la giunta Acquaroli non ha un Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR). Difficile fare lotte per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della natura dei nostri territori. Dall’acqua ai rifiuti prevalgono interessi egoistici di amministratori e soprattutto le privatizzazioni a discapito del benessere di economie e dei servizi alle famiglie.
Direttivo di circolo
Partito Democratico Camerino


