Venerdì 26 luglio  in Piazza Mazzini a Camerino (dove c’era una volta il palazzo del Tribunale, ora demolito) si è svolta la presentazione degli indirizzi strategici per la ricostruzione, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile di Camerino.
Un numero pubblico ha preso parte all’importante appuntamento dove si è parlato e sono stati presentati alcuni indirizzi per la ricostruzione della città.
I relatori, il sindaco Roberto Lucarelli, il presidente della Regione Marche Francesco
Acquaroli, il vice presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, e il commissario
straordinario Guido Castelli, hanno tutti dato un segnale concreto di quello che sarà la città ducale nei prossimi anni.
Gli indirizzi strategici sono stati illustrati e presentati dal professor Pippo Ciorra dell’Università di
Camerino che ha spiegato nel dettaglio il futuro della Città.  Questa è una prima fase e altri incontri si faranno a partire da settembre dove si potrà entrate ancora meglio nelle specifiche del progetto e come ha ricordato il professor Pippo Ciorra, Camerino, diventerà una città più aperta a nuovi spazi, anche per grandi eventi.

Video interviste al sindaco Lucarelli, al  vice presidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui e s Stefano Belardinelli nella doppio ruolo di presidente del CUS e Contram

Sempre a Camerino, in mattinata alla presenza del Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, e del Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, si è riunito il
Comitato Istituzionale delle Marche sullo stato di avanzamento della ricostruzione nell’Appennino
centrale marchigiano.
L’incontro, che ha visto la partecipazione di 85 sindaci in rappresentanza dei Comuni del Cratere, si è svolto presso la sede dell’Accademia della Musica Franco Corelli e ha rappresentato l’occasione per fare il punto sull’andamento della ricostruzione nella regione e condividere la programmazione futura.

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli ha spiegato che “Insieme possiamo
costruire un futuro competitivo per questi territori, occorre proseguire in sinergia e cogliere le
opportunità che la ricostruzione offre per invertire la rotta e innescare meccanismi di sviluppo e di
rilancio per questo meraviglioso entroterra, senza il quale non possiamo prescindere per rilanciare
l’intera nostra regione. Sono lieto di vedere questo netto cambio di rotta, per il quale ringrazio tutti
i soggetti coinvolti, dal Commissario all’Ufficio speciale per la ricostruzione, a tutti gli enti locali e i
Sindaci, il gioco di squadra è fondamentale e imprescindibile e questo è il momento di mettere a
terra quei progetti che portino competitività e attrattività a lungo termine, per offrire ai cittadini e
ai giovani opportunità per rimanere e ai visitatori italiani e stranieri quell’esperienza che solo in
questi territori possono trovare, fatta di tante eccellenze che ci rendono unici. Procediamo su questa
strada”
“Quella odierna è stata un’importante occasione di confronto insieme al Presidente Acquaroli e con
i nostri primi cittadini – ha dichiarato il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli –, che sono le
sentinelle della ricostruzione. Con gli amministratori locali intrattengono un rapporto di costante
collaborazione, fondamentale per avere il polso sull’andamento dei lavori nel vasto territorio di cui
sono stato chiamato ad occuparmi. Molto è stato fatto, ma siamo consapevoli che molto ancora
resta ancora da fare. Certamente, ci danno fiducia e ci spronano i segnali del cambio di passo
registrati dal Rapporto aggiornato a maggio 2024 – ha aggiunto il Commissario –, che si stanno
manifestando in modo chiaro nella nostra regione sia sul fronte della ricostruzione pubblica che di
quella privata. Segnali che ci inducono ad avere ulteriore speranza in quel percorso di rinascita delle
nostre comunità che è frutto della totale e assoluta sinergia tra la Struttura Commissariale e la

Regione Marche. Non sarebbe infatti stato possibile centrare gli obiettivi che ci eravamo prefissi
senza la grande sintonia di visione con il Presidente Acquaroli e il clima di squadra che si è creato
con i Comuni. Un’unità di intenti che nasce da un fine comune, quello più importante: consentire
alle persone di rientrare nelle loro case al più presto”.

In base ai dati contenuti nel Rapporto sulla ricostruzione aggiornato a maggio 2024 e illustrati nel
corso del Comitato Istituzionale, nel corso degli ultimi 12 mesi sono stati compiuti significativi
progressi in quella che è la regione maggiormente colpita dal sisma del 2016-2017. I nuclei che
ricorrono all’assistenza abitativa nella nostra regione, nell’arco dell’ultimo anno, sono diminuiti di
circa mille unità (da 8.702 a 7.713). I dati relativi alla ricostruzione privata evidenziano come i quasi
12 mila cantieri avviati rappresentino il 60% del totale del cratere, mentre quelli conclusi
ammontano 6.661 (dunque, più della metà). Nel corso degli ultimi 12 mesi le risorse veicolate da
Cassa depositi e Prestiti alle imprese impegnate nella ricostruzione privata ammontano a 1,42
miliardi di euro, di cui oltre un miliardo liquidato nelle sole Marche che, dunque, con il 70% del
totale, comprovano una sensibile accelerazione dei lavori e dei cantieri.
Segnali importanti giungono anche dalla ricostruzione pubblica dove, a fronte dei 3.509 interventi
totali previsti nel cratere, oltre la metà (1.846) ricadono nel territorio marchigiano, per un valore di
2,23 miliardi di euro. Il 94% delle opere nella regione è stato avviato e quelle in fase di progettazione
rappresentano il 41%, mentre quelle approvate sono il 24%. Inoltre, le Marche sono la regione del
sisma con la più alta percentuale (il 14%) di opere pubbliche finanziate che hanno visto la
conclusione dei lavori. L’abbrivio fatto segnalare dalla ricostruzione pubblica è stato reso possibile
anche grazie all’Ordinanza speciale 137, relativa al Programma straordinario di Rigenerazione
Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione
Marche. Sono infatti ben 742 le opere programmate nel cratere marchigiano che l’Ordinanza
finanzia per complessivi 647 milioni di euro, di cui il 67% sono già in fase di progettazione mentre il
28% dei progetti è stato definitivamente approvato.
Nel corso dell’ultimo anno sono stati inoltre compiuti importanti passi avanti nei Comuni più colpiti
e in particolare nei centri storici che hanno rappresentato la vera sfida del cambio di passo della
ricostruzione. Tra gli esempi significativi la recente approvazione del progetto, complesso e
innovativo, per la ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto, il comune marchigiano che
ha pagato il tributo più alto alla sequenza sismica del 2016-2017. La messa in sicurezza del colle di
Arquata prevede la costruzione di due pozzi sotterranei in cemento armato da cui partiranno 328
tiranti, 12.970 metri lineari in totale, per rinforzare sismicamente tutta la collina del centro storico
di Arquata del Tronto.
Nel Comune di Camerino, invece, che presenta una tra le situazioni più critiche per quantità e
intensità del danno, per il recupero del centro storico della Città Ducale è stato elaborato, attraverso
l’Ordinanza speciale n.55 del 2023, il programma generale di cantierizzazione di area rossa più vasta
del sisma 2016, a cui è stato associata l’istituzione di un ufficio di cantierizzazione con il compito di
coordinare, supervisionare ed ottimizzare la complessa attività logistica delle cantierizzazioni.
Una particolare attenzione è stata dedicata ai Comuni di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso,
e dove il rischio idrogeologico associato al fiume Nera e ai suoi torrenti impatta in modo particolare.
L’Ordinanza speciale n. 23/2021 che programma 42,8 milioni di euro di interventi per la mitigazione
dei rischi idraulici e franosi ha dovuto affrontare criticità legate, tra l’altro, alla presentazione dei
progetti di ricostruzione privata che insistevano nelle aree soggette proprio a mitigazione. Per

ovviare alla situazione e consentire lo sblocco l’Ordinanza speciale è stata integrata con una nuova
previsione dalla finalità risolutiva: le domande di contributo per gli interventi di ricostruzione privata
in queste aree possono essere presentate e processate dall’Ufficio speciale ricostruzione anche
prima dell’approvazione definitiva dei progetti di mitigazione del rischio idrogeologico, che saranno
comunque approvati in sequenza a partire da luglio 2024. In questo modo sia l’Ufficio speciale
ricostruzione che i Comuni in questione possono iniziare a gestire le richieste.
L’obiettivo primario resta quello di riportare le persone nelle loro case, consentendo la realizzazione
di una ricostruzione sicura. Ma per invertire la rotta dello spopolamento la Struttura commissariale,
di concerto con la Regione Marche, ha implementato anche una concreta politica di rilancio sociale
ed economico, con le risorse NextAppennino. Forte anche di una politica governativa vicina alla
sensibilità dell’ entroterra appenninico e attenta a un territorio particolarmente interconnesso tra
costa e montagna, che ha quindi bisogno di una visione d’insieme e rivolta al futuro.

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