A dieci anni dal sisma che ha ferito il cuore dell’Italia, quattro regioni scommettono sul turismo lento (+29% nel 2024) per rilanciare l’economia e ripopolare i borghi. Santanchè: “Strumento concreto di sviluppo”.

MILANO – Non più solo luoghi della memoria e del dolore, ma terre di cammino, scoperta e spiritualità. A dieci anni dalle scosse del 2016-2017, il Centro Italia riparte dai suoi sentieri. La Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano è stata il palcoscenico per il lancio di due nuovi strumenti dedicati ai viaggiatori: la guida “I Cammini della Rinascita” (Giunti Editore) e il podcast geolocalizzato “Camminando nel Cratere” (Loquis).

L’obiettivo è ambizioso: trasformare gli 8.000 chilometri quadrati del “cratere” sismico – che abbraccia Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – in una destinazione d’eccellenza per il turismo sostenibile.

Il boom del turismo lento

La presentazione arriva in un momento strategico. Il turismo “lento” in Italia è in forte espansione, con una crescita registrata del 29% nel 2024. Non è più una nicchia, ma una risorsa economica fondamentale per destagionalizzare i flussi e portare ricchezza nelle aree interne.

A confermare l’importanza del settore è il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, presente all’evento: “Il progetto dei Cammini della Rinascita dimostra come il turismo possa essere uno strumento concreto di sviluppo e coesione territoriale. Valorizzare borghi, cultura e natura significa creare nuove opportunità economiche e occupazionali”. Proprio in questi giorni, inoltre, è in approvazione definitiva al Senato la nuova legge sui Cammini, che prevede stanziamenti per oltre 5 milioni di euro nel triennio 2026-2028.

47 Milioni per ripartire: il piano d’investimento

Dietro la narrazione romantica del viaggio a piedi c’è un solido piano industriale. La Struttura Commissariale per la Ricostruzione, guidata dal senatore Guido Castelli, ha messo in campo 47 milioni di euro. Questi fondi non servono solo a tracciare sentieri, ma a creare un vero ecosistema turistico:

  • Messa in sicurezza dei percorsi.

  • Intermodalità (integrazione bici-trasporto pubblico).

  • Accessibilità universale (per permettere l’esperienza anche a persone con mobilità limitata).

  • Incentivi per l’ospitalità diffusa e la ristorazione.

“I Cammini sono uno dei veicoli attraverso cui questo territorio può tornare a vivere” ha spiegato il Commissario Castelli. “Si tratta di un turismo di qualità che unisce la bellezza della natura all’arte e all’enogastronomia”.

I percorsi della spiritualità

La guida e il podcast raccontano un reticolo di nove cammini storici. Tra questi spiccano la Via di San Benedetto, il Cammino francescano della Marca, la Via Lauretana e il Cammino dei Cappuccini. La scelta non è casuale: il rilancio si intreccia con grandi anniversari religiosi, come l’ottavo centenario della morte di San Francesco (in corso) e i 500 anni dell’ordine dei Cappuccini nel 2028, eventi che attireranno pellegrini da tutto il mondo.

La voce dei territori

All’evento hanno partecipato i vertici delle quattro regioni coinvolte, uniti da una visione comune: usare il turismo per contrastare lo spopolamento.

  • Marche: Per il Presidente Francesco Acquaroli, i cammini sono “un modo per contrastare lo spopolamento delle aree interne e riscoprire l’identità comunitaria”.

  • Umbria: La Presidente Stefania Proietti ha sottolineato come l’Umbria, cuore verde d’Italia, traduca il patrimonio spirituale in “esperienze contemporanee di pace e benessere”.

  • Lazio: L’assessore Manuela Rinaldi ha parlato di “ricostruzione non solo materiale, ma identitaria”, puntando sulla rete dei cammini di fede nel reatino.

  • Abruzzo: Il sottosegretario Daniele D’Amario ha evidenziato la capacità della regione di “rigenerarsi grazie a cultura e paesaggio”, offrendo un turismo moderno fondato sulla qualità dell’esperienza.

Con la guida cartacea in zaino o il podcast nelle cuffie, l’invito è aperto: tornare a camminare in Centro Italia per aiutare una terra bellissima a rialzare la testa, passo dopo passo.

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