L’inizio dell’anno scolastico impone qualche considerazione, per il suo valore e le prospettive che si dovrebbero aprire per i giovani dalle porte del futuro, nel senso degli apprendimenti, della socialità serena e del rispetto collettivo, a quelle non banali della realizzazione dei propri sogni.

Anche per questo nuovo anno le novità annunciate dal Ministero del Merito sono tante e apparentemente baldanzose, con nuovi insegnamenti annunciati nelle linee guida, nuovi modelli scolastici e   nuove regole funzionali.

La personale sensazione, acquisita dalla lettura dei documenti associati alle novità accennate, è quella di una scuola immaginata non per giovani capaci di creare futuro con i propri pensieri critici e la cultura acquisita, ma per divenire bravi dipendenti aziendali.

Per fortuna i Ministri passano, anche quelli più apparentemente innovativi, ma la scuola resta lì con tutta la sua storia e con i grandi bisogni sociali e individuali che la investono.

Mi viene in mente, sollecitato dalle letture quotidiane, una delle storie raccontate per i giovanissimi, ma nel suo significato generale utili per tutti, dal pedagogista piemontese Gianni Rodari, quella dell’ometto che vendeva macchine per fare i compiti.

Un padre implorato dal figlio la comprò. L’ometto venditore, anziché chiedere denari, chiedeva il cervello dei bambini, i quali privi del peso dei pensieri scolastici svolazzavano ovunque, rischiando di cadere anche da grandi altezze da imporre ai propri genitori di metterli in gabbia.  Per fortuna era solo un sogno, ma così significativo da suggerire al giovane di mettersi subito a fare i compiti.

Il messaggio del racconto è chiaro: va evitato che chiunque si possa prendere il cervello dei bambini attraverso la scuola.

Voi cari ragazzi evitate tutti le vie del disimpegno scolastico e immergetevi con passione in questa realtà che deve caratterizzare il vostro tempo più bello della vita e  buon anno scolastico a tutti! Che esso sia libero dai fantasmi delle promesse, ma vi dia la capacità   di volare con tutte le vostre competenze capitalizzate con   sacrificio e il desiderio di andar lontano. Buona scuola a tutti!

 

Giancarlo prof. Marcelli

Lascia un commento