La riflessione di questa settimana che ci ha inoltrato il professor Marcelli ci tocca il cuore e la sensibilità umana che sta sparendo tra tanti conflitti e guerre inutili. Nel caso specifico il cuore batte forte per i bambini di Gaza e la rabbia contro i “potenti” (ignoranti) che governano il mondo con le bombe e il danaro sporco…
Papa Francesco e la sua eredità
“Immagino la complessità dell’elezione del nuovo Pontefice, dopo Papa Francesco e la sua carità verso gli umili e i diseredati sociali. Per me laico, a volte in difficoltà con la carità, Papa Francesco ha lasciato la grandezza autentica del messaggio cristiano, un messaggio unico in cui sovrastano, oltre la carità, la solidarietà e la pace! Con questi simboli Francesco riusciva a incutere tutta la sua autorevolezza sui potenti virtuali di questo mondo, un po’ scavezzacolli e poco credibili, e la sua bontà più autentica verso i poveri, i bambini e i sofferenti per le malefatte umane, come la guerra. Oggi un Parroco di periferia, umile quanto buono, nella sua omelia ha ricordato Francesco, evitando confronti, ma uniformando i comportamenti di pratiche evangeliche, assegnandoli alla propria indole. Un’interpretazione, a mio avviso, non autentica perché il Cristianesimo ha la sua più sincera forza nella comprensione universale e nel rifiuto di violenze praticate in nome della gloria terrena. Questo mi ha reso Francesco unico e decisamente difficilmente sostituibile! Vedremo, ma la stonatura di una conclave che si muove per correnti mette paura e da chance anche ai potenti vestiti da papa. La premessa è necessaria per la più profonda condanna della guerra a Kiev, ma lì i potenti hanno le terre rare! E’ nella striscia di Gaza che l’idea del “resort” sta avendo una grande tacita condivisione fra tutti i paesi potenti, che magari festeggiano oggi mentre muoiono i bambini, sono bombardate le navi che portano aiuti alimentari e domani, nello stesso scenario di morti, tutto continua! Solo e più di tutti Papa Francesco ha saputo interpretare correttamente tale dolore, passando fra i bisognosi di Piazza San Pietro nell’ultimo giorno di vita, evitando collisioni con potenti desiderosi di perdono! Anche per questo ho adorato Papa Francesco, perché al perdono sostituiva il coraggio e la dignità di praticarlo!
La domanda “e da noi? “, è spontanea, con la constatazione di come i valori delle migliori pratiche cristiane si perdano dietro un paganesimo non laicista, ma individualista. Che direte cari governanti , piccoli e grandi, un giorno a Papa Francesco sui bambini di Gaza senza cibo?
Che fra un po’ potranno giocare come Giosue nel film “la vita è bella ?”.
Potranno vincere un carro armato anche loro? Si aprano veramente tanti tavoli di solidarietà verso la gente che soffre, i bambini che piangono, i giovani che fuggono e per loro si scrivano leggi vere cristiane, aiutati dal pensiero di Francesco!
Questi pensieri li dedico a chi mi ha invitato a leggere Don Milani e la sua “lettera a una professoressa!”. Un grande amico, don Giovanni, lontano ma attento!
Giancarlo prof. Marcelli


