Il sasso nell0 “stagno” è stato lanciato e ora le onde concentriche si allargano e coinvolgono, nel loro moto, diversi effetti che in politica suscitano interesse e muovono le acque.

La risposta del direttivo del Circolo del Partito Democratico  di Camerino.

“Leggendo la replica del sindaco ad una nostra nota non si può evitare di notare che la polemica isterica nella quale non voleva scendere alla fine è la sua.

Il sindaco Lucarelli ha scelto di non rispondere alle questioni da noi poste, e forse non ha nemmeno letto gli articoli fermandosi ai titoloni di stampa come purtroppo molti fanno. Tra l’altro accusando in maniera sterile di non aver fatto gli auguri di un buon anno scolastico mentre invece li abbiamo proprio ben esplicitati nel finale. Insomma notiamo la difensiva arrancata segno che forse qualcosa che non va ci sia.

Lucarelli ha voluto attribuire ad altri la colpa del perché ci sono voluti 8 anni per la costruzione della struttura. Forse il sindaco dimentica che l’ordinanza 14 del 2017 in cui è inserita la ricostruzione dell’Istituto Betti fu voluta in quella terribile fase emergenziale dall’allora commissario Vasco Errani (Partito Democratico) e dal capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che inquadrarono le scuole nelle priorità del cratere. Ci si dimentica poi che le giunte Pasqui-Lucarelli hanno amministrato per circa 5 anni degli 8 trascorsi dal sisma, quindi è evidente chi ha le maggiori responsabilità dei ritardi. Il progetto esecutivo della scuola fu approvato in conferenza permanente nel 2020 con commissario Giovanni Legnini, senza il quale non si era riusciti a sbloccare i procedimenti, e i lavori nell’area partirono sotto l’amministrazione Sborgia impegnata sulla questione.

Il sindaco parla dell’accorpamento delle scuole che si paventava in provincia mesi fa che era colpa proprio dei suoi amici amministratori della destra. Infatti era l’allora sindaco di Matelica (centrodestra) che voleva accorpare l’Antinori di Camerino all’Istituto Pocognoni della sua cittadina, e questo per risolvere le beghe di un’altra scuola, settempedana, poste da un consigliere leghista della zona. Il tutto sotto il benestare e l’insistenza del presidente della provincia Parcaroli (Lega), quindi tutti colleghi di coalizione del consigliere Pasqui. Tra l’altro lo stesso comune di Camerino, con Lucarelli, è ricorso contro questa scelta di Parcaroli e chi va ringraziato è chi ha proposto la soluzione Antinori-Licei Varano, e con l’aiuto anche del consigliere regionale Romano Carancini (PD) che si è fatto assicurare questa soluzione. Quindi meglio non premere su certi temi rischiando autogol.

__________

Vorremo però riportare i binari sul vero dilemma che alle famiglie importa di più. La nuova struttura è sostanzialmente terminata, mancano le aree esterne. I lavori per quest’ultime, minori rispetto al resto, dovevano essere terminati per l’inizio del periodo scolastico. Il concorso di colpa in questo caso è di provincia e comune, dei loro ritardi amministrativi. A meno che Lucarelli non voglia scaricare anche questa colpa alla struttura commissariale e quindi a Castelli.

Arrivando poi alle questioni concrete che dovrebbe affrontare l’amministrazione, non si sa ad oggi se nella nuova sede andrà solo la primaria del Betti o anche il Salvo D’Acquisto. La scuola è iniziata, ma dirigenza, insegnanti e famiglie non possono sapere. L’attendismo è dovuto a questa opportunità ormai nota, che si è inserita nella questione, di portare l’Usr (Ufficio speciale ricostruzione) nella nostra città nella sede attuale del Salvo D’Acquisto. Un solo problema: Castelli non scioglie questo nodo. Allora le scuole sono al palo. C’è un nuovo plesso a norme anti-sisma, sicuro, comodo per spostamenti, ma non tutti sono convinti della possibilità di mandarci entrambe le primarie. Allora spetterebbe al sindaco di scegliere con un atto politico dovuto e invece la soluzione della giunta Lucarelli è di aspettare quest’opportunità dell’Usr (importantissima sia chiaro) per scaricarsi dalla responsabilità della scelta.

Invece di pressare il commissario per assicurarsi l’Usr si aspetta. Tuttavia lo stesso Castelli ha per ora scaricato a sua volta tale scelta ad altri e per la precisione agli impiegati stessi. Allora si prende tempo fino ad un’altra data, sempre il 26 ottobre, bellissimo per i “taglianastri” ormai accaniti, che non capiscono che comunque un’eventuale spostamento delle scuole nel nuovo plesso a lezioni iniziate significa la chiusura delle stesse scuole che permetta lo spostamento in tranquillità, senza valutare che a questo punto forse sarebbe meglio andare direttamente alle festività natalizie lasciando tranquilli di preoccuparsi della didattica il personale scolastico e gli stessi alunni. Però come sempre si preferiranno le cose in pompa magna con la discesa di figure nazionali ad inaugurare come salvatori.

__________

Lasciamo alla fine la mensa, che in realtà è forse la priorità e con questioni più delicate. Innanzitutto perché la nuova ditta, qualificata di certo, ha cambiato i menù per i ragazzi come voleva e gli spettava, in barba al lavoro preciso e minuzioso fatto dall’Università di Camerino negli anni passati con l’équipe della prof.ssa Valeria Polzonetti, nonostante certamente bambini e genitori si sono dovuti adattare col tempo, ma sempre capendo che era per il loro benessere. Proprio il sindaco tra l’altro ha sottolineato come la ditta Gemos abbia nutrizionisti dedicati come se rispetto al passato non avesse questa consulenza importante di Unicam, che, senza prenderci in giro, è sicuramente più attenta quando si tratta del suo territorio e delle famiglie che lo abitano come normale che sia.

Arriva quindi un nuovo menù delegato da Gemos a Jesi servizi, che già preoccupa i genitori, anche sul rispetto delle varie peculiarità, e in tutto questo la centralizzazione in un’unica cucina, anche dello staff, da cui una dipendente è stata già tolta, e con Gemos che in futuro potrà impiegare suoi dipendenti come vuole. Preso atto che di certo tutta la massima cura verrà messa nella cottura e negli spostamenti del cibo, con la nuova struttura di Madonna delle carceri che ha anche le cucina, ci chiediamo qual è la spiegazione razionale e non puramente economica (per la ditta) di utilizzare la mensa anche lì. Permette la differenziazione dei menù necessari e una migliore gestione dei pasti a scuola e vitando sprechi e spostamenti in furgone e magari ritardi. La scelta anche in questo caso spetta alla politica, al sindaco e alla sua giunta. Anche in questo caso però non se ne vuole fare carico.

A chiudere non ci si spiega neanche come sia avvenuta la consulenza per la scelta della ditta prima e del menù poi. Considerando che il Comitato mensa, fatto di persone che ci tengono e chiamate a svolgere quel compito, si è riunito l’ultima volta dopo la fine della scuola e poi di nuovo in questi giorni, mentre la scelta di Gemos è praticamente avvenuta in agosto. Per di più il menù presentato in questi giorni, necessita come sempre dell’approvazione dell’azienda sanitaria, quindi se ne può dedurre che questo menù non sia minimamente passato per la consulenza del Comitato mensa, ma sia invece finito in fretta e furia all’approvazione.

Augurando ancora un buon lavoro a tutti, ci aspettiamo come tutte le famiglie, di vedere da parte del sindaco una risposta a queste domande. Quali scuole andranno nella nuova struttura? E quando ci andranno? Bisogna aspettare il lasciapassare di Castelli per l’Usr o si può compiere una scelta politica dato che anche lui attende i pareri degli uffici? E sulla mensa si può auspicare un’altra cucina nel nuovo plesso? Perché è stato scartato il menù elaborato dalla squadra Unicam? E perché la consulenza del Comitato mensa non è stata usata in questi passaggi ma solo a cose fatte?”

Il Direttivo di circolo

Partito Democratico Camerino

Lascia un commento