Carancini sul mancato caricamento delle spese sanitarie sui 730: “Gravi responsabilità politiche della giunta Acquaroli”
“Il mancato caricamento dati relativi alle spese sostenute dai cittadini nel 2023 per le prestazioni erogate dalle Aziende Sanitarie Territoriali al fine della compilazione automatica delle dichiarazioni dei redditi rappresenta l’ultima incredibile nefandezza compiuta dalla giunta Acquaroli ai danni dei marchigiani. Ed è una vergogna che l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, rispondendo a una mia interrogazione sulle cause di questo disservizio, non abbia trovato di meglio da fare che scaricare la responsabilità sulle strutture tecniche, puntando l’indice sulla non avvenuta comunicazione delle nuove partite Iva delle Ast dopo l’abrogazione dell’Asur”.
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A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Romano Carancini a margine della seduta odierna dell’Assemblea legislativa delle Marche.
“Invece la responsabilità non solo è tutta politica – afferma Carancini – ma ricade completamente sul presidente Francesco Acquaroli, un presidente di cui non ci si può chiaramente fidare, che ha imposto ai marchigiani una riorganizzazione del sistema sanitario che a distanza di due anni attende ancora di diventare operativa, visti i ritardi riguardanti l’adozione dell’atto aziendale e l’approvazione delle linee di indirizzo per la programmazione delle politiche sanitarie sui territori. Questo disastroso interregno, colpevolmente creato da Acquaroli, non solo ha prodotto rassegnazione e sconforto, ma nell’ultimo quadriennio ha fatto letteralmente esplodere le inefficienze, come dimostrano l’allungamento delle liste d’attesa, il crescente indebitamento delle fasce popolari per ricorrere alle cure del privato, il collasso dei pronto soccorso, solo per citare alcuni esempi. A tutto ciò, si aggiunge ora anche questa oscura vicenda del mancato caricamento delle prestazioni sanitarie sul 730 precompilato, che rallenterà per tanti cittadini l’atteso recupero delle spese sostenute nell’ambito del Sistema sanitario regionale”.


