Parallelamente al buon risultato nazionale guidato dalla segretaria Elly Schlein, il Partito Democratico si conferma in crescita anche nella città ducale dove aumenta la percentuale di consenso anche rispetto alle elezioni Politiche del 2022. In queste europee raggiunge il punteggio del 25,54% staccato di soli due punti da FdI ed è sopra la media provinciale di 4,5 punti, in linea con la regionale e sopra quella nazionale di 1,5.
Preoccupa però l’astensionismo dal voto che, sempre più ampio, rischia di divenire un dramma nazionale ancora maggiore. Meno della metà delle persone (49,49%) si è recata alle urne tra sabato e domenica scorsi. Indice questo, non tanto di una delusione o protesta contro le istituzioni e soprattutto le personalità politiche, ma più che altro di un disinteresse generalizzato verso le problematiche sociali. L’augurio certamente quello che lo Stato possa risollevare la convinzione democratica e il credo verso la Repubblica e la sua Costituzione.
Con questo responso dalle urne, il risultato del Partito Democratico raggiunto a Camerino è il primo della provincia di Macerata per i comuni sopra i cinquemila abitanti, confermando una tendenza partita dalle elezioni nazionali di settembre 2022. In totale è quinto dopo i comuni sotto i mille residenti di Poggio San Vicino (33,93%), Gagliole (30,78%), Sefro al 25,91% (dove si è riconfermato primo cittadino il bravo sindaco Pietro Tapanelli, già consigliere comunale nella città) e quello sotto i cinquemila di Caldarola (25,75%).
Il contributo è venuto da elettrici ed elettori che hanno scelto il Partito Democratico ed i loro candidati a partire da Elly Schlein e Nicola Zingaretti, capilista, poi i marchigiani Alessia Morani, Michele Franchi e Matteo Ricci, neoeletto in europarlamento.
Nelle elezioni amministrative del territorio il circolo locale del Partito si complimenta con nuovi donne e uomini pronti a guidare le loro comunità come i sindaci eletti Alfredo Riccioni a Castelsantangelo sul Nera, Rinaldo Rocchi a Serravalle di Chienti e Rosella Sensi a Visso.
Nell’Unione Europea questa sarà una legislatura che dovrà subito affrontare temi di svolta nel nostro periodo storico come i due conflitti in Ucraina e in Palestina, le loro tragedie e le problematiche connesse, anche sul piano economico. Così come la questione della transizione ecologica, il Green deal e la decarbonizzazione per cui le destre estreme sono pronte a tornare indietro nel tempo.
Nel frattempo sul piano nazionale continueranno le battaglie per il ripristino della sanità pubblica eliminando i limiti alla spesa per personale e con piano assunzioni, ma anche il salario minimo e il rinnovo dei contratti scaduti per 5 milioni di lavoratori.


