Apprendiamo dalla sua pagina facebook che Mattia Ruggeri, promotore finanziario e calciatore, ha pensato di cogliere l’attimo e salire da Gualdo ai Piani di Ragnolo per godersi uno spettacolo naturale, causato dalle tempeste solari che stanno generando effetti di luci spettacolari, anche se per satelliti e comunicazioni, arreca dei disturbi.
Ma l’esperienza raccontata da Mattia ci ha colpito e condividiamo il suo racconto e le foto scattate:
“Scrivo a caldo perché l’emozione è ancora forte.
Dalle pagine che seguo sui social, si prevedeva che ci sarebbe stata una forte tempesta solare che avrebbe potuto generare delle aurore visibili anche a basse latitudini; allora dico: “se c’è un minimo di possibilità, a qualsiasi ora parto per andare in montagna e godermela col minor inquinamento luminoso possibile”.
E così è stato.
Torno a casa alle 23.45 e sui social inizio a leggere che da varie parti d’Italia si vede l’Aurora.
Allora mi decido. Parto direzione Piani di Ragnolo, nonostante la sveglia domani sia puntata alle 7.30.
Gualdo, poi Sarnano, poi tornanti 1,2,3,4,5, un po’ di rosa che si intravede, e finalmente arrivo alla destinazione.
C’è un altro ragazzo , di Montegranaro, con una macchinetta fotografica.
Gli chiedo: “Ma si vede l’Aurora?!”
“Spengi le luci e guarda la, verso Nord”
E li, nel completo buio, vedo le prime striature.
Emozione unica.
Proprio nel picco, in cui l’indice di disturbo magnetico tocca il suo massimo dopo 21 anni.
Ne è valsa la pena”.
Grazia a Mattia Ruggeri
Ecco cosa sta accadendo dal sito di Rai News

“La Terra sta sperimentando la sua prima tempesta geomagnetica “estrema” (di livello 5 su una scala di 5) dal 2003, secondo il Centro di previsione meteorologica statunitense della Noaa-National Oceanic and Atmospheric  Administration. “E’ probabile che le tempeste geomagnetiche persistano per tutto il fine settimana” fa sapere l’agenzia anche se gli effetti  più importanti sono previsti nella giornata di oggi, sabato 11 maggio.

A causa della tempesta potrebbero subire conseguenze i Gps, le reti elettriche, i velivoli spaziali, i satelliti e altre  tecnologie. Nell’ottobre 2003 quelle che furono chiamate ‘le tempeste di Halloween’ causarono interruzioni di corrente in  Svezia e danni ai trasformatori in Sud Africa. Possibile che vengano generate anche impressionanti aurore boreali, a  volte ben più a sud delle regioni in cui si osservano di solito. Ne sono state osservate in Italia, in particolare in Toscana e  nel nord della Sardegna.
La tempesta si deve all’intensa attività di un gigantesco gruppo di macchie solari, chiamato AR3664, che si estende per circa 200.000 chilometri, dunque 16 volte circa le dimensioni della Terra. Si tratta di una delle regioni più grandi e attive osservate in questo ciclo solare, che è iniziato nel dicembre 2019. 

L’estensione di AR3664 è confrontabile a quella di un altro enorme gruppo di macchie solari, quello di Carrington, che fece sentire pesantemente i suoi effetti tra agosto e settembre 1859: durante quel periodo, la regione emise una serie di potenti brillamenti solari (violente eruzioni che sprigionano un’energia equivalente a varie decine di milioni di bombe atomiche) ed espulsioni di massa coronale, le cosiddette Cme (espulsioni di materia sotto forma di plasma), che provocarono incendi negli uffici del telegrafo e innescarono aurore vicino all’equatore.

Negli ultimi giorni il gruppo di macchie solari AR3664 ha emesso diversi potenti brillamenti solari: nella giornata del 9 maggio, in particolare, ne ha prodotti due di classe X, la più elevata, rilevati dal satellite Goes-16 di Nasa e Noaa alle ore italiane 11,13 e 19,44. A entrambi questi eventi sono associate le due espulsioni di massa coronale che stanno viaggiando verso il nostro pianeta. A queste si aggiungono tre Cme generate tra l’8 e il 9 maggio, il cui arrivo è sempre previsto entro l’11 maggio. “In tutto, cinque Cme sono dirette verso la Terra”, dice Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste: “Nel caso in cui si fondano tra loro, questo ovviamente renderà la tempesta geomagnetica ancora più intensa, ma è impossibile prevederlo”.

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