Archiviato il primo fine settimana, la Giostra de le Castella entra nella sua fase più calda e intensa, confermandosi ancora una volta il cuore pulsante dell’estate caldarolese. Una manifestazione che, dopo aver celebrato lo scorso anno il prestigioso traguardo delle 35 edizioni, continua a rappresentare un inestimabile patrimonio di tradizioni. Un miracolo possibile solo grazie all’instancabile impegno della Pro Loco e dei tanti volontari che, anno dopo anno, lavorano per mantenere viva l’anima del paese.
Il bilancio del primo weekend: il ricordo di Gabrielli e la prima sfida
L’edizione 2026 si è aperta venerdì all’insegna delle emozioni, con una serata dedicata alla memoria del maestro Ubaldo Gabrielli, scomparso lo scorso maggio. Figura simbolo e tra i fondatori storici della Giostra, Gabrielli è stato ricordato con affetto da tutta la comunità. Durante la cerimonia sono stati presentati i nuovi tamburi, acquistati grazie ai fondi del progetto “Borghi Accoglienti”: non semplici strumenti, ma un vero e proprio investimento sulle nuove generazioni per garantire continuità a una tradizione che guarda al futuro restando ancorata alle proprie radici.

Sabato la competizione è entrata nel vivo. Dopo il suggestivo corteo con l’offerta del doppiere, le Castella si sono affrontate nel primo, attesissimo spareggio del Palio: il tiro alla fune. Al termine della prova di forza, la classifica provvisoria vede al comando Vestignano con 6 punti, seguita a stretto giro da Croce, Pievefavera e Valcimarra a quota 4. Resta per ora a secco Caldarola (0 punti), chiamata a una grande rimonta. L’unico rammarico del fine settimana è stato il maltempo di domenica, che ha costretto gli organizzatori ad annullare l’apertura della Taverna della Luna.

Il programma del weekend decisivo: si elegge la Castella vincitrice
Superato il primo giro di boa, Caldarola si prepara ai giorni cruciali. Nonostante i cantieri della ricostruzione post-sisma, la festa non si ferma: gli appuntamenti della Taverna della Luna si sposteranno eccezionalmente tra via Durante e piazza Leopardi, animando il centro storico venerdì, sabato e domenica.
Ecco il calendario del gran finale:
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Venerdì: La convivialità sarà protagonista con la tradizionale Cena del Palio presso la Taverna della Luna.
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Sabato 1 agosto: Spazio ai più piccoli e allo spettacolo. Alle 17:00, presso il campetto dell’oratorio Cristo Re, andrà in scena il Palio dei bambini, un momento fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza della comunità. In serata, dalle 21:30, la piazza si accenderà con gli Acrobati del Borgo che proporranno uno spettacolo di burattini, seguito da Babele, una travolgente performance che mescola giocoleria, magia, fuoco, acrobazie e comicità.
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Domenica 2 agosto: Il giorno del verdetto. Alle 16:00 prenderà il via il grande corteo storico, impreziosito dall’esibizione dei Tamburini di Caldarola e degli sbandieratori e tamburini del Palio dei Terzieri di Montecassiano. A seguire, nella suggestiva cornice di piazza Vittorio Emanuele II, andrà in scena la Disfida del Palio, che decreterà la Castella vincitrice dell’edizione 2026. La serata si chiuderà in bellezza alla Taverna della Luna, con lo spettacolo “Peccaro dei Giullari” (Acrobati del Borgo) e il dj set di Marco Mosca per festeggiare fino a tardi.
La voce della Pro Loco: “Custodire la memoria per mantenere vivi i nostri luoghi”
A tirare le somme del profondo significato della manifestazione è Daniele Piani, presidente della Pro Loco di Caldarola:
«La Giostra de le Castella è molto più di una semplice rievocazione storica. Ci auguriamo che continui a essere un momento capace di riunire l’intera comunità. Nel ricordo di chi l’ha ideata e con lo sguardo rivolto ai giovani, la manifestazione rinnova ogni anno il suo scopo principale: custodire la memoria di Caldarola. Sappiamo che non è facile e che, con la grande offerta di eventi estivi, mantenere interesse e attrattività è una sfida sempre più complessa. Tuttavia, siamo fermamente convinti che la custodia delle nostre tradizioni e di ciò che i nostri padri ci hanno lasciato sia l’unica strada per mantenere davvero vivi questi luoghi».

