Il futuro della sanità territoriale, i servizi già attivi presso la nuova Casa della Comunità e le prospettive di potenziamento per i reparti dell’ospedale civile “Bartolomeo Eustachio” sono stati al centro della risposta fornita dal vice sindaco e assessore alla Sanità della Città di San Severino Marche, Jacopo Orlandani, nell’ultima seduta del Consiglio comunale ad un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Insieme per San Severino”.
Nella sua relazione in aula l’assessore Orlandani ha ricordato come la nuova Casa della Comunità rientri nel nuovo modello organizzativo introdotto dal Ministero della Salute nel 2022 che individua, come nel caso di quella di San Severino Marche, una Casa di Comunità di tipo Hub dove risultata garantita assistenza medica almeno h12 e sei giorni su sette attraverso la presenza di medici di medicina generale afferenti alle aggregazioni funzionali territoriali del Distretto di riferimento.
Come sottolineato dall’assessore “In attesa del completamento definitivo dell’intera struttura, già interamente finanziato con i fondi a bilancio della Regione Marche e per questo impegno mi sento in dovere di ringraziare l’assessore regionale Calcinaro che subito dopo un sopralluogo presso la struttura si è celermente attivato, negli spazi attualmente disponibili sono stati messi a punto ed attivati i primi servizi fondamentali tra cui il Punto Unico di Accesso (Pua), il Punto prelievi, l’ambulatorio del pediatra di libera scelta, l’ufficio cassa e lo sportello di collegamento con il Cup aziendale oltre ai servizi diffusi sul territorio. L’organizzazione dei servizi territoriali proseguirà con un crono programma stringente che vedrà già dalle prossime settimane nuove ed importanti attivazioni. Dal mese di agosto è prevista l’attivazione dell’ambulatorio di Cardiologia, nei giorni di lunedì e martedì, e quella dell’ambulatorio IFoC per Infermieri di Famiglia o di Comunità, oltre che dell’ambulatorio dei bisogni non differibili. Da ottobre aprirà l’ambulatorio di Ortopedia”.

Rispondendo ai quesiti sollevati in merito al laboratorio analisi e al reparto di Radiologia del presidio ospedaliero “Bartolomeo Eustachio”, l’Amministrazione comunale ha confermato la propria costante azione di monitoraggio ed interlocuzione con i vertici dell’Azienda Sanitaria Territoriale.
“Le Case della Comunità – ha anche spiegato il vice sindaco e assessore Orlandani – nascono con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento primario per i cittadini, garantendo continuità assistenziale e riducendo il ricorso improprio al Pronto Soccorso. Come Amministrazione siamo fortemente impegnati nell’assicurare che l’attivazione della struttura Hub proceda di pari passo con la piena operatività e la risoluzione delle criticità organiche e strumentali dei reparti del nostro ospedale. Per quanto riguarda il reparto di diagnostica – ha ricordato l’assessore – da oltre tre anni l’Amministrazione sollecita in ogni forma per l’ammodernamento dei macchinari oggi obsoleti o non funzionanti. In speciale modo viene da tempo chiesto l’acquisto di una nuova Risonanza magnetica aperta di nuova generazione per il quale l’Ast ha fatto sapere di essere in procinto di avviare una procedura di gara, un telecomando digitale, un ortopantomografo. Contestualmente da tempo è stato chiesto anche un ammodernamento degli spazi ed è stata segnalata la necessità di personale medico e tecnico specializzato per garantire i turni previsti e l’elevata mole di lavoro. Non sono state rilevate criticità per il laboratorio analisi”.

In merito al trasferimento del Punto prelievi all’interno della Casa di Comunità, Orlandani ha spiegato: “Oltre ad essere previsto dalla norma nazionale che tale servizio sia attivo all’interno delle Case di Comunità, esso risponde a una precisa volontà aziendale di facilitare l’accesso ai cittadini e, al contempo, di evitare nel modo più assoluto la commistione tra i percorsi ospedalieri. La Casa della Comunità – ha poi concluso Orlandani – non sostituisce l’ospedale, ma lo integra: l’ospedale resta il luogo per le patologie acute e gli interventi complessi mentre la Casa della Comunità segue il cittadino nel tempo, aiutando a prevenire complicanze, coordinare i professionisti e mantenere il più possibile la persona nel proprio contesto di vita. Queste strutture oggi solo avviate andranno a pieno regime verso le fine dell’anno. Criticarle, prima ancora di vederle pienamente operative, fa solo male al nostro servizio sanitario che sta mettendo in campo il massimo delle energie”.

