Spesso la cronaca ci abitua a leggere storie di disservizi e criticità nel mondo della sanità. Eppure, esiste una realtà silenziosa e quotidiana fatta di straordinaria dedizione, competenza e, soprattutto, profonda umanità. Questa è la storia di un’esperienza vissuta in prima persona presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino.

L’arrivo nel momento del bisogno

Quando ci si trova a varcare la soglia di un Pronto Soccorso, lo si fa sempre accompagnati da un carico di ansia, paura e vulnerabilità. È il momento in cui la propria salute, o quella di un proprio caro, è appesa a un filo di incertezza, e il tempo sembra scorrere in modo diverso.

Al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino, questo muro di apprensione è stato immediatamente abbattuto. Fin dal primo momento al triage, l’accoglienza è stata caratterizzata da una tempestività che non ha mai lasciato spazio alla freddezza burocratica. Il personale ha saputo inquadrare la situazione con lucidità, trasmettendo al contempo un forte senso di sicurezza.

Oltre la cura clinica, l’empatia

Ciò che colpisce e che merita di essere raccontato non è solo l’indubbia professionalità clinica dimostrata da medici, infermieri e operatori socio-sanitari (OSS), ma l’approccio umano con cui ogni procedura è stata accompagnata.

In un ambiente fisiologicamente sottoposto a stress, ritmi serrati ed emergenze continue, l’équipe medica di Camerino ha saputo mantenere un equilibrio prezioso.

  • L’ascolto: Nessuna domanda è stata trattata con sufficienza.

  • La rassicurazione: Uno sguardo attento, una parola di conforto e la spiegazione chiara di ogni passaggio terapeutico hanno fatto la differenza.

  • Il rispetto: Il paziente non è mai stato trattato come un semplice “numero” o “caso clinico”, ma come una persona nel suo momento di massima fragilità.

Un presidio fondamentale per il territorio

Questa testimonianza vuole essere un faro acceso sull’importanza vitale che l’Ospedale di Camerino riveste per l’intero territorio montano e non solo. Avere a disposizione un presidio così efficiente, popolato da professionisti che onorano il proprio camice ogni singolo giorno, è una garanzia di sicurezza inestimabile per tutta la comunità.

Spesso diamo per scontato il lavoro di chi opera in prima linea, ricordandocene solo quando qualcosa non funziona. È invece un dovere civico e morale alzare la voce anche per dire grazie.

Un ringraziamento doveroso

“La gratitudine è il cuore della memoria.”

A tutto il personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino – dal medico di turno all’infermiere che ha prestato le prime cure, fino agli operatori che hanno garantito assistenza e supporto – va il più sincero e profondo ringraziamento.

Grazie per la vostra competenza, per la vostra pazienza infinita e per la capacità di far sentire chi soffre letteralmente “nelle mani giuste”. Siete il volto migliore della nostra sanità pubblica.

 

LA LETTERA COMPLETA DI ENZO CINQUANTINI:

Il giorno mercoledì 1° luglio 2026 sono stato colpito da un problema cerebrale, senza però essere
consapevole della sua natura. Lo avrei scoperto soltanto il giorno successivo, in seguito a una TAC eseguita
dopo l’accoglienza in Pronto Soccorso per un altro motivo, che si trattava di un’emorragia cerebrale.
E infatti giovedì 2 luglio 2026, intorno alle ore 16.00, ho iniziato a rendermi conto, dai sintomi che
manifestavo, di essere colpito da una paresi facciale. Ho quindi deciso di recarmi immediatamente al
Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino.
Dopo aver suonato il campanello, sono stato accolto da una giovane operatrice che mi ha chiesto di cosa
avessi bisogno. Le ho spiegato la situazione e mi ha fatto sdraiare su una barella, accompagnandomi in
un’altra stanza dove erano presenti una donna dietro una scrivania, che in seguito ho saputo essere la
dottoressa Angela Coccaro, insieme ad alcuni infermieri.
Sono stati immediatamente attivati tutti i protocolli previsti per un codice rosso. Mi sono stati applicati gli
accessi venosi necessari per la somministrazione delle terapie e delle flebo, quindi è stato rimosso tutto ciò
che non risultava compatibile con l’esame TAC. Successivamente sono stato sottoposto agli accertamenti
diagnostici, eseguiti in due fasi: prima senza mezzo di contrasto e poi con mezzo di contrasto.
Dopo un consulto con l’Ospedale Regionale di Torrette, è stato disposto il mio trasferimento in elicottero
presso l’Ospedale di Ancona, dove sono giunto intorno alle ore 19.30.
Devo la mia incolumità personale, la tutela della mia salute fisica e il mio equilibrio psicologico a tutti i
professionisti del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino, che desidero ringraziare con profonda
riconoscenza. Un ringraziamento particolare va anche al mio amico Massimo Sileoni, che è arrivato in
ospedale poco prima del decollo dell’elicottero.
Esprimo inoltre la mia gratitudine a tutto il personale di questa struttura, compresi coloro che non erano
presenti quel giorno, per la professionalità dimostrata, per l’impegno continuo e costante e per la dedizione
con cui assistono chiunque, nel corso della propria vita, possa trovarsi in una situazione di seria difficoltà.
Con amicizia, rispetto e gratitudine,
Enzo Cinquantini
Camerino (MC)

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