Grande partecipazione sabato scorso a Cessapalombo per l’incontro dedicato al sito piceno di Poggio La Città – Monte di Castro, importante insediamento preromano tra i territori di Cessapalombo e San Ginesio. L’iniziativa ha segnato l’avvio di un percorso condiviso di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico locale, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, dal Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata, dal Museo Archeologico Nazionale delle Marche e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, con la collaborazione dei Comuni di Cessapalombo e San Ginesio.

Durante l’incontro sono stati presentati gli obiettivi del progetto, nato per recuperare e approfondire il patrimonio di dati, documenti e reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati negli anni 1956-1957. Il lavoro prevede la rilettura della documentazione storica conservata negli archivi della Soprintendenza e nuove attività di ricerca sul territorio. I ricercatori dell’Università di Macerata hanno illustrato le prime indagini già svolte e le prossime fasi del progetto, che includeranno rilievi con drone, analisi dei dati Lidar, studi topografici, ricostruzioni digitali del paesaggio antico e l’analisi sistematica dei reperti custoditi nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche. L’obiettivo è ricostruire in modo sempre più approfondito la storia dell’abitato piceno e del territorio in cui si sviluppò. «L’Università di Macerata, coinvolta direttamente con il Dipartimento di Studi Umanistici – spiega Roberto Mancini, direttore del Dipartimento di studi umanistici Unit -, che crede in questo progetto mettendone in luce anzitutto la validità scientifica. L’opera che riguarda Poggio la Città e Monte di Castro è infatti concepita secondo le metodologie più avanzate nella ricerca archeologica. In particolare sono state sottolineate la competenza e la dedizione di studentesse e studenti di Archeologia, guidati dalla docente Maria Raffaella Ciuccarelli. Un’opera del genere permetterà di guardare diversamente le aree appenniniche, come territori non solo da visitare, ma anche da scegliere per vivere in un contesto più umano e comunitario».

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha evidenziato il valore della nuova area dedicata a Monte di Castro all’interno dei depositi visitabili, pensata per rafforzare il legame tra i reperti conservati nel museo e il territorio da cui provengono. Nel corso dell’incontro è emersa anche la volontà di sviluppare future iniziative divulgative e didattiche, percorsi di visita e archeotrekking, strumenti digitali e una possibile mostra dedicata alla storia delle ricerche. Tra le prospettive discusse figura inoltre la realizzazione a Cessapalombo di uno spazio espositivo permanente dedicato alla storia del sito e al patrimonio archeologico locale.

«Il progetto di ricerca archeologica sul sito piceno di Monte di Castro – le parole del Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Giovanni Issini – riveste una particolare importanza per le aree interne del Maceratese, poiché mira a riavviare indagini e studi su un sistema insediativo di grande rilevanza, che testimonia i processi di trasformazione del territorio che nel corso dei secoli hanno contribuito a plasmare i nostri paesaggi culturali. Sussistono tutte le condizioni per avviare e sviluppare un percorso di ricerca di lungo periodo, capace di delineare progressivamente un quadro conoscitivo chiaro e approfondito del sito, al fine di garantirne la tutela archeologica e paesaggistica e di promuovere forme di fruizione e valorizzazione sostenibili».

Tutti gli enti coinvolti hanno espresso soddisfazione per la partecipazione e per il clima di collaborazione istituzionale che accompagna il progetto, nella convinzione che la conoscenza del patrimonio archeologico possa diventare uno strumento di crescita culturale, rafforzamento dell’identità locale e sviluppo per le comunità dell’entroterra marchigiano. «L’Unione Montana ha finanziato il progetto d’accordo con il Comune di Cessapalombo – ha detto il presidente Giampiero Feliciotti -. Ora è necessario reperire immediatamente un fabbricato da adibire, nel giro di tre anni, a museo archeologico. In questo modo, terminato lo studio, potrà essere già pronto il luogo dove ospitare i reperti». «Ringrazio la Soprintendenza, l’Università di Macerata, l’Unione Montana dei Monti Azzurri e il Comune di San Ginesio per la sinergia – ha detto il sindaco di Cessapalombo, Giuseppina Feliciotti -. Prende ora avvio un progetto di rilevanza territoriale che permetterà al nostro Comune di acquisire un valore importante dal punto di vista storico e culturale e di entrare in un circuito che coinvolge anche l’Abbadia di Fiastra e Caldarola, volano per il turismo e per le visite didattiche».



