Dopo l’ultimo consiglio comunale a Tolentino si riaccende il dibattito sugli alloggi di via Proietti e l’ex assessore alla ricostruzione Flavia Giombetti, dopo aver riflettuto sul tema ha deciso di intervenire sulla vicenda mettendo i puntini sulle i.
“Ho seguito il Consiglio comunale e, lo dico sinceramente, non volevo intervenire, ma dopo quello che ho sentito, far finta di niente sarebbe offensivo verso i cittadini.
L’assessore Ferri dice che gli alloggi di via Proietti non sono del Comune, ma di ERAP., che il Comune, in sostanza, ha un ruolo limitato.
Perfetto.
Allora delle due una: o il Comune non ha titolo, e allora smetta di fare annunci e promesse, oppure un ruolo ce l’ha, e allora se ne assuma fino in fondo la responsabilità.
Perché non si può scaricare e decidere nello stesso momento. E invece è esattamente quello che sta succedendo.
La “soluzione” proposta è chiara, 24 alloggi qui, altri 24 altrove.

Tradotto: due progetti distinti, due iter diversi, tempi inevitabilmente differenti.Una scelta che complica tutto, e quando le cose si complicano così tanto, qualche domanda è inevitabile.
Intanto i cittadini aspettano.
A maggio 2025 lo stesso assessore annunciava la demolizione a settembre. Settembre è passato e non è cambiato nulla, anzi, oggi si parla già di fine 2026.
Davvero si pensa che i cittadini non capiscano?
Tra esitazioni e confusione si prova a raccontare tutto come se fosse semplice. Ma è evidente che la situazione sta sfuggendo di mano.
E parliamo di un ex dirigente ERAP, uno che queste dinamiche dovrebbe conoscerle bene.
La domanda è semplice: lo sa e fa finta di niente, oppure non lo sa?
Entrambe le risposte sarebbero preoccupanti.
Perché la realtà è sotto gli occhi di tutti, i soldi non ci sono.
Mancano 5 milioni di euro già oggi per completare un intervento, figuriamoci due.
Eppure si continua a parlare come se i finanziamenti dovessero materializzarsi da soli, nel frattempo si parla di demolire tutto.
Una scelta che, in sé, può anche avere una logica, ma non senza certezze, non senza risorse, non senza un progetto chiaro e completo.
Perché demolire senza sapere quando e come si ricostruisce non è una soluzione, è un salto nel vuoto.
E questo, sulla pelle delle persone, non è accettabile.
Questo non è governare, è improvvisazione.
Si sta anche cercando di far passare una versione che non corrisponde ai fatti:“un assessore precedente voleva delocalizzare tutto”.
Peccato che quelle valutazioni fossero condivise e discusse con tutti gli enti coinvolti, compreso Ferri, allora dirigente ERAP Macerata.
Sul cohousing, poi, basta propaganda. Non è un’idea dell’amministrazione: sono criteri già definiti dalla Regione Marche. L’amministrazione può solo applicarli.
Siamo ancora ai “forse”, agli “auspici”, ai “vedremo”.
Chi governa ha il dovere di dire con chiarezza cosa si farà davvero, dove, con quali risorse e soprattutto quando, oppure avere il coraggio di ammettere che non è in grado di farlo.
Dopo dieci anni, quando non si hanno risposte, si prova a confondere e come diceva Friedrich Nietzsche:“Infangano l’acqua per farla sembrare profonda.”


