Il Professor Alberto Polzonetti a distanza di qualche giorno torna a scuotere le coscienze dei camerti su temi dove ci si gioca gran parte del futuro della città.

Il professore invita alla mobilitazione di quanti da tempo chiedono un progetto culturale, economico e sociale per il centro storico di Camerino, capace di restituirle il ruolo che le spetta.

A distanza di quasi dieci anni dal devastante sciame sismico che nell’ottobre del 2016 ha gravemente ferito il territorio marchigiano, la città di Camerino si ritrova ancora a dover fare i conti con ritardi e silenzi incomprensibili. A sollevare la questione è Alberto Polzonetti, cittadino attivo e portavoce di un malessere diffuso, che ha deciso di rompere il muro di riserbo presentando una richiesta formale di accesso civico generalizzato (FOIA). L’oggetto del contendere? La perdurante assenza di una sede definitiva per la Compagnia dei Carabinieri e il mancato recupero dello storico compendio di San Francesco.

Vallicelle, l’Appalto Mai Nato Dal momento in cui le scosse resero inagibile l’antica caserma di via Bongiovanni, i militari dell’Arma sono stati costretti a una sfibrante odissea tra sedi provvisorie, patendo gli stessi disagi di una comunità in attesa di ripartire. La soluzione sembrava essere stata trovata tra il 2020 e il 2021, quando Arma, Comune, Unione Montana e Agenzia del Demanio avevano siglato l’intesa per una nuova collocazione in località Vallicelle. Il cronoprogramma iniziale sembrava rassicurante: nel marzo del 2022 il Demanio assegnava la progettazione definitiva ed esecutiva in modalità BIM per un importo di oltre 550.000 euro, e nel febbraio 2023 scattava la fase di verifica formale del progetto. Da allora, il nulla. A più di tre anni e mezzo dall’inizio di quest’ultima fase, il bando per l’affidamento dei lavori di adeguamento non ha mai visto la luce. Un ritardo che appare ancora più incomprensibile se confrontato con la celerità dimostrata in altre operazioni gestite dalla medesima stazione appaltante, la Direzione Regionale Marche dell’Agenzia del Demanio. Basti pensare al recente appalto da 13,5 milioni per le Ex Casermette di Torre del Parco, sempre a Camerino, pubblicato e aggiudicato in soli due mesi nell’autunno del 2024, o alla nuova caserma di San Severino Marche.

Il “Mistero” dello Studio UNICAM sul Centro Storico Ad aggravare il quadro vi è la situazione del compendio storico dell’ex caserma e dell’ex carcere, situato nel cuore della città. Nell’agosto del 2023, la firma del Decreto Commissariale n. 580 aveva acceso le speranze per la realizzazione di un «polo culturale, scientifico e museale». Pochi mesi dopo, il Demanio aveva affidato alla Scuola di Architettura e Design (SAAD) di UNICAM uno studio del valore di 135.000 euro. L’obiettivo era definire le linee guida per la rigenerazione della struttura entro 360 giorni. Tuttavia, a termine ampiamente scaduto, i risultati di questo studio rimangono avvolti nel mistero, così come non vi è traccia di alcun report pubblico o delibera. Nel frattempo, gli interventi sul complesso si limitano a opere di mero mantenimento conservativo, lasciando il sogno di una vera rigenerazione urbana del centro storico nel cassetto delle promesse disattese.

Un Appello per la Trasparenza Ciò che emerge dal comunicato è la totale assenza di voce e mobilitazione da parte degli attori del territorio. Polzonetti punta il dito contro il silenzio dell’amministrazione comunale, la scarsa incisività dell’opposizione e la rassegnazione delle associazioni locali, spingendosi a formulare tre richieste ineludibili:

  • L’immediata pubblicazione della gara d’appalto per la caserma di Vallicelle o, in alternativa, una comunicazione formale sulle reali cause del blocco.

  • La totale trasparenza sui risultati dello studio SAAD/UNICAM.

  • L’apertura di un confronto pubblico che coinvolga le istituzioni e le realtà associative per decidere il futuro della città murata.

“La ricostruzione non è merce di scambio politico,” chiosa Polzonetti, rilanciando la necessità di restituire voce e dignità a un territorio ancora scosso dalle macerie dell’attesa.

di seguito l’articolo apparso sulla pagina ufficiale del professor Alberto Polzonetti

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