Il provvedimento, frutto della collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, garantirà docenti e personale Ata aggiuntivo. Le risorse confermate fino all’anno scolastico 2028-2029.
Una boccata d’ossigeno per le scuole dell’Appennino centrale colpite dai terremoti del 2016 e 2017.
È in dirittura d’arrivo – già vistato e pronto per essere trasmesso agli Uffici scolastici territoriali competenti – il provvedimento che assegna le risorse di organico in deroga (sia per i docenti che per il personale ATA) destinate agli istituti del cratere sismico.
La vera novità di quest’anno, fortemente attesa da amministratori locali e dirigenti scolastici, riguarda le tempistiche.
Il via libera è arrivato infatti con un anticipo decisivo rispetto al passato, permettendo così alle scuole di programmare il nuovo anno con certezze operative.
Questo si tradurrà nella possibilità di organizzare per tempo il regolare funzionamento degli istituti, garantire la continuità didattica ed effettuare lo sdoppiamento delle classi laddove si renda necessario per ragioni di sicurezza e spazi.
Il traguardo è il risultato di una fitta interlocuzione istituzionale portata avanti dal Commissario straordinario al sisma, Guido Castelli. Nelle scorse settimane, raccogliendo le preoccupazioni dei sindaci e dei presidi, Castelli aveva sollecitato il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) affinché il decreto venisse definito con la massima tempestività.
«Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell’avvio dell’anno scolastico – sottolinea con soddisfazione il Commissario Castelli –. È un risultato frutto della proficua collaborazione con il Ministero e dell’attenzione riservata alle esigenze dei territori. Ringrazio il ministro Giuseppe Valditara per aver condiviso l’importanza di anticipare questo provvedimento, rispondendo concretamente alle richieste del territorio».
La misura si inserisce nel quadro delineato dal Decreto Legge Sisma n. 3 del 2023. Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il governo ha infatti garantito la possibilità di mantenere gli organici e le classi in deroga nel cratere fino all’anno scolastico 2028-2029.
Una visione a lungo termine che mira a salvaguardare il tessuto sociale delle zone terremotate. «Gli organici in deroga – aggiunge Castelli – rappresentano uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle aree più fragili dell’Appennino centrale, dove la scuola continua a essere un presidio essenziale. Sappiamo quanto sia importante offrire a famiglie, studenti e personale certezze prima dell’inizio delle lezioni. Anticipare i tempi significa contribuire a rafforzare il percorso di rinascita del territorio, in cui il sistema scolastico riveste un ruolo prettamente strategico».

