Ieri, rileggendo la nostra Carta Costituzionale, ho riflettuto sull’art. 11, nelle premesse straordinarie del “ripudio della guerra” dell’Italia e in quelle successive di indicazioni alla “promozione e di organizzazioni internazionali”, purché, in condizioni di parità con gli altri Stati, assicurino la pace e la giustizia, limitando anche la sovranità di Stati che tali valori non garantiscono.
L’Italia, a mio avviso ho pensato, per tale articolo, non dovrebbe e potrebbe partecipare al “board of Peace” tanto meno come osservatrice, ruolo non previsto nello statuto dell’associazione, che più che tale appare una convention fra potentati economici, finalizzata a governare con l’economia la pace.
Non credo che né la Premier, né alcun delegato governativo, che hanno giurato fedeltà alla Costituzione lo faranno , se non a titolo personale viste le eccellenti relazioni in atto con il Presidente Trump. Su questo il Ministro Nordio o il segretario Mantovano sicuramente aiuteranno a capire e a decidere.
Poi è accaduto che è andato il Vice premier, Ministro degli esteri Tajani, benché impacciato sul tema al question time al Parlamento!
Ora ho appena finito di ascoltare Trump e mi sento affranto per tanta “insostenibile leggerezza dell’essere” dal titolo del libro di Kundera, simbolo dell’eterno ritorno a cose ripetute! Le conferme poi maturate a Tagatà, la trasmissione condotta dalla brava Tiziana Panella negli interventi promossi, hanno veramente accentuato lo stato di prostrazione che sento sul tema, anche questo usato per … il referendum prossimo dalla parte che sostiene un norma piccola per un problema importante, quello del rapporto fra i poteri del nostro Stato !
Da cittadino, anche su questo nutro uno stato di gran disagio, perché il referendum sulla riforma della “giustizia” appare una sorta di vendetta, a spese della democrazia, di un potere su un altro (l’esecutivo in particolare sul potere giudiziario). Mi sono riletto gli art. costituzionali 87 – 102- 104- 105- 106 – 107 – 108 trattati dalla legge Costituzionale 253/2025 in poco più di 2 paginette che suggerisco a tutti di fare. La legge citata aggiunge parole, qua e la, agli articoli menzionati, frutto nel 1948 di un intenso lavoro parlamentare,peraltro giuristi raffinati. Esse toccano: la terzietà del giudice, la Magistratura come ordine autonomo, la sottrazione alla Corte di Cassazione del potere di tutelare i Magistrati sanzionati disciplinarmente dal CSM, il sorteggio introdotto per i rappresentanti nei 2 CSM in sostituzione dell’elezione dei Magistrati, non presente metodologicamente in nessun sistema democratico del mondo e infine i costi che si dovranno sostenere sostituendo un CSM con due, introducendo un alta corte disciplinare, per l’emissione di sanzioni e la relativa difesa in capo agli stessi organismi.
In ultimo un grande pensiero personale va al Presidente Mattarella che con la sua presenza attiva onora in ogni contesto e in ogni momento la nostra tradizione democratica. Un segno di gran rispetto è indirizzato a tutti i Magistrati che svolgono nel rispetto della Costituzione le proprie funzioni. Per evitare qualunque invito al voto, suggerisco la partecipazione attiva a ogni iniziativa del No e del SI in corso, perché lì si parla del vero futuro.
Giancarlo prof. Marcelli – Castelraimondo (Mc)



