L’ex assessore comunale Flavia Giombetti solleva dubbi sulla delibera n. 212 del 18 giugno 2026: “Perché spendere 26.000 euro di soldi pubblici per attività che spetterebbero all’amministrazione?”
Si accende il dibattito politico a Tolentino attorno alla gestione dei 188 alloggi pubblici realizzati in seguito al sisma. Al centro della polemica la recente delibera di Giunta n. 212 del 18 giugno 2026, seguita dalla determina che affida a un professionista esterno l’incarico di studiare il patrimonio cittadino, analizzare i bisogni abitativi, progettare il piano di housing sociale e redigere il futuro bando.
Il costo dell’operazione, coperto da risorse pubbliche, ammonta a 26.000 euro. Una cifra e una scelta metodologica che la consigliera comunale Flavia Giombetti contesta duramente, parlando di una decisione “difficile da comprendere”.
Il nodo delle competenze: perché cercare fuori quello che c’è dentro?
La critica principale mossa dalla consigliera riguarda l’opportunità stessa dell’incarico. Giombetti sottolinea come l’Amministrazione comunale disponga già di un Assessore con delega al patrimonio, il quale vanta un passato da dirigente ERAP e, dunque, una competenza tecnica specifica e consolidata nel settore dell’edilizia residenziale pubblica.
“Perché ricorrere a un incarico esterno?”, si chiede la consigliera. A destare ulteriori perplessità è l’identità del professionista incaricato: l’ingegner Maurizio Urbinati, ex direttore dell’ERAP Marche, figura nota all’assessore competente proprio per i trascorsi lavorativi comuni. Un affidamento diretto che, secondo Giombetti, avrebbe richiesto una motivazione ben più rigorosa e trasparente, trattandosi di una delle partite strategiche più rilevanti per il futuro della città.
“L’analisi dei bisogni non si delega”
Tra i compiti affidati al consulente figura anche l’analisi dei bisogni della città. Per la Giombetti, questo è il punto più critico: “Conoscere il territorio, il patrimonio pubblico e le priorità della comunità non dovrebbe essere il punto di partenza dell’azione amministrativa? Se dopo anni di governo si arriva a delegare all’esterno anche questa funzione, il problema non è il consulente. È chi amministra la città”.
La tesi della consigliera è chiara: i cittadini eleggono amministratori per governare, non per delegare le funzioni strategiche a terzi. Secondo Giombetti, questa scelta riflette una progressiva “esternalizzazione delle decisioni politiche”, che svuota di significato il ruolo della Giunta.
La gestione post-sisma e l’applicazione delle regole
Infine, la questione si sposta sull’operatività. Esistono nuclei familiari che, superata la fase emergenziale, non soddisfano più i requisiti originari per occupare gli alloggi. Tuttavia, ricorda Giombetti, la Regione Marche ha già tracciato le linee guida per il post-emergenza.
“Il problema non è la mancanza di regole, ma la loro applicazione”, afferma la consigliera. L’accusa rivolta all’Amministrazione è quella di voler evitare l’assunzione di responsabilità politiche, temendo ripercussioni sul consenso, e di nascondersi dietro un percorso tecnico costruito da consulenti esterni.
La palla passa ora al Sindaco e all’assessore competente, chiamati a rispondere di un’impostazione che, secondo l’opposizione, getta ombre inquietanti sulla capacità dell’attuale esecutivo di pianificare autonomamente il futuro di Tolentino.


