È stato presentato sabato 27 giugno 2026, ore 17.00 a Caldarola il libro di Eno Santecchia intitolato “Oltre l’Orizzonte”. Ad accompagnare l’opera, un sottotitolo curioso e stuzzicante: “Varia umanità tra incontri e viaggi” ispirato dal compianto onorevole Adriano Ciaffi scomparto di recente, il quale ha presentato due libri allo stesso autore prima degli eventi sismici.

Sulla copertina del volume sfrecciano le Frecce Tricolori, da sempre simbolo di eccellenza, coraggio e orgoglio nazionale.

All’evento ha preso parte il primo cittadino Giuseppe Fabbroni, in rappresentanza di una comunità a cui l’autore è profondamente legato: Santecchia, infatti, ha vissuto a Caldarola fino al terremoto del 2016 ed è attualmente in attesa di poter rientrare nella sua abitazione in centro, una volta ultimati i lavori di ricostruzione.

Presente anche il noto fotografo Massimo Nocelli che è voluto essere presente nonostante i moltissimi impegni. scattando foto e ritratti artistici.

Relatore il  prof. Alberto Cingolani che ha anche scritto la prefazione del libro:

“Alla fine ci si sente più leggeri

Secondo Zygmunt Bauman, grande sociologo e filosofo polacco, la scrittura può essere utilizzata per creare legami, costruire comunità, ma anche per manipolare la realtà. Ma leggendo ciò che scrive Eno, in questo libro e in tutta la sua notevole produzione letteraria antecedente, la cosa che immediatamente appare al lettore non è solo la convinzione che ciò che sta leggendo sia vero, ma che l’autore riesce a trasmettere che scrivere e leggere aumentano la salute mentale, che rincorrere fatti e vicende fa sì che le emozioni riducano lo stress e la depressione, stimolando la memoria e la creatività. Ogni parola scritta, sostiene Bauman, che ha elaborato il concetto di “modernità liquida”, ha un impatto, crea un legame con il lettore e contribuisce alla costruzione del mondo.

E il mondo è il luogo degli avvenimenti trattati da Eno, che spaziano dal varo di un peschereccio a Civitanova Marche a Samarcanda, dal Nilo all’India, dalle vicende di un medico condotto alla speranza di un mondo migliore, dalla visita ad una mostra allestita all’Abbadia di Fiastra alla risoluzione di controversie, dai bagni degli ebrei agli orologi per il Sultano, il tutto descritto col sorriso, la gentilezza e la cortesia, come dice il titolo di un capitolo.

Leggere ciò che scrive Eno con la sua prosa asciutta e precisa, mai ridondante, ma sempre costruita per rendere il lettore capace di “vedere” luoghi e situazioni, è sicuramente la sua dote principale che lo contraddistingue dai tanti, troppi, che scrivono senza saper creare emozioni.

La scrittura di Eno permette di accedere facilmente all’universo delle conoscenze che spaziano per ambiti e contesti rappresentando in tal modo una fondamentale chiave di accesso e partecipazione alla vita sociale, culturale e intellettuale della società in cui un individuo vive. E ciò non costituisce una conseguenza secondaria per chi si avvicina anche per la prima volta a questo testo.

Al termine della lettura ci si sente più leggeri e più aperti verso il mondo.”

Alberto Cingolani

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