Julianne Moore

Chi è costei? È un’attrice di Hollywood, non fra le più belle e note, ma sicuramente fra le più brave.
Ha attirato l’attenzione in occasione del festival di Cannes quando ha dichiarato che non vorrà mai più girare film dove la violenza è protagonista.
Finalmente!
Con gli ottanta anni della nostra Repubblica possiamo ‘festeggiare ‘ anche gli stessi anni di “porcate” hollywoodiane.
È bene mettere le mani avanti affermando che dagli Stati Uniti sono arrivate a noi pellicole straordinarie, con storie piene di denuncia, di lettura di vicende familiari e sociali, di esaltazione di valori e figure esemplari,  degni della scritta che circonda la testa del leone della Metro Goldwin Mayer, cioè “Ars gratia Artis”.
Ma detto questo avremmo dovuto, già da molto tempo, puntare l’indice (se mai lo avessimo avuto) contro le migliaia di film che ci hanno invaso, portati alla nostra passività visiva, nelle sale e tramite le televisioni, e che hanno fatto la fortuna di avidi speculatori senza scrupoli. 
Parliamo di film fradici di violenza, di sesso gratuito, di parole triviali  ed oscene che hanno fatto da esempio in tutte quelle parti di mondo guidate da politici senza nerbo.
I danni sono stati enormi, ogni forma di negatività è stata sdoganata, da ottanta anni noi, come beoti, abbiamo assorbito piano piano quel veleno strisciante.
Hollywood le lucciole della storia ‘americana ‘ le ha fatte passare per luminose lanterne, l’epopea del West è stata propinata come fatti  eroici contro i nativi selvaggi e crudeli, tanti fatti criminali perpetrati all’interno della società americana hanno preso lo spunto da film partoriti da menti tese a cogliere e vitalizzare le debolezze perverse, le guerre che gli Stati Uniti guerreggiano un po’ qua e un po’ là sono alimentazione primaria.
Per tanti anni, come europei,  ci siamo flagellati per il nostro colonialismo, ma paradossalmente non abbiamo mai messo pensiero seriamente su quello che hanno fatto i colonizzatori americani nei confronti dei nativi. Oggi si calcolano in 68milioni le vittime fra i vari Navajos, Sioux, Cherokee, Apache, Cheyenne, Comanche, Seminole e tante altre per un totale di oltre 570 tribù,  sterminate o decimate con il piombo, con le malattie propinate ad arte, con l’alcool,  con le deportazioni e tutto quello che la mente umana può escogitare per ottenere profitti senza limiti.
Oggi Julianne Moore si ribella a tutto questo,  anche se a 65 anni può apparire un po’ tardivamente,  ma certamente non è sola.
L’uomo occidentale, per quanto criticabile, ha in sé le qualità per giudicare e giudicarsi.
Il popolo americano, per quanto oggi sembri essere guidato dal prepotente del villaggio,  avrà sempre come bandiera e come mete  da raggiungere gli aspetti più edificanti insiti nell’essere umano.
Saprà mondarsi  delle scorie che tuttavia convivono in esso.
Ma noi europei,  che abbiamo una storia ben più articolata ed affinata di quella americana,  dovremmo stabilire noi ciò che è buono e ciò che è cattivo, specialmente per i nostri giovani, senza attendere l’evoluzione delle coscienze altrui,  perché altrimenti saremmo (e siamo) colpevoli nello spalancare le porte alle cose negative, saremmo provinciali nell’accettarle come esempi, e, soprattutto,  siamo idioti nel far arricchire  chi approfitta  di noi.
Domenico Aquili

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