Alessandro Tacchi, atleta di San Severino Marche, conquista il terzo posto assoluto alla 24h Ultramarathon Festival Venice, trasformando una gara di “allenamento” in un trionfo di resistenza fisica e mentale.
Le gare si sono svolte tutte all’interno di Parco San Giuliano (Venezia) lungo un percorso chiuso al traffico a circuito su asfalto, pianeggiante e filante. La direzione di corsa è sempre in senso anti-orario. Il percorso delle gare di 1.382 mt è stato misurato e certificato Fidal a livello nazionale ed internazionale.

UMF Ultramarathon Festival Venice è omologata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera e dalla IUTA: la manifestazione è inserita nel Calendario Nazionale Fidal.
La gara è inoltre parte del Calendario Nazionale IUTA 2026 di Ultramaratona.
Non è una questione di velocità pura, ma di quanto lontano riesci a spingere il tuo corpo e la tua mente quando il sole tramonta e la stanchezza diventa un peso insostenibile. Alessandro Tacchi, podista di San Severino Marche, ha dato prova di una tempra fuori dal comune alla recente 24h Ultramarathon Festival Venice, portando a casa un prestigioso terzo posto assoluto.

Che cos’è una “24 ore”?
Per i non addetti ai lavori, l’ultramaratona inizia dove finisce la maratona tradizionale. Se i classici 42,195 km sono il traguardo di una vita per molti, per Alessandro sono solo l’inizio. La sfida di Mestre, svoltasi nel circuito di 1,380 km del Parco San Giuliano, è una prova di resistenza estrema: l’obiettivo è percorrere la maggior distanza possibile in un’intera giornata solare.
“In 24 ore devi considerare tutto: il sonno, l’alimentazione, le soste fisiologiche, il cambio d’abiti per affrontare l’escursione termica notturna. È stata la mia prima esperienza in questa specialità e sono riuscito a coprire 215 chilometri.”
La notte: il momento della verità
Mentre per molti atleti il buio rappresenta il momento del crollo, per Alessandro la notte veneziana si è rivelata l’arma segreta. In un contesto dove la solitudine e il freddo mettono a dura prova la lucidità, l’atleta settempedano ha trovato il suo ritmo migliore.
“La notte è la parte peggiore per quasi tutti,” spiega Alessandro, “ma ho scoperto che per me è un punto di forza. Quando gli altri rallentavano, io mi sentivo a mio agio. Certo, non ci si improvvisa: mi alleno a ogni ora, anche di notte, incastrando la corsa tra i turni di lavoro.”
Oltre il traguardo: il sostegno del territorio
Nonostante l’ultramaratona sia spesso vissuta come una sfida solitaria e introspettiva — “corro fondamentalmente per me stesso”, ammette — Alessandro che rappresenta la società A.S.D. SAN SEVERINO MARCHE.
“Corro per me stesso ma pensandoci anche per superare il mio limite e far vedere che se non hai blocchi mentali il corpo ti segue e riesci a superare ogni i traguardo.”
-, consapevole che dietro a certi risultati c’è un sistema di supporto fondamentale. Tra trasferte in tutta Italia, integrazione alimentare e spese mediche, il peso economico di questo hobby “estremo” non è indifferente.
Per questo, il campione ha voluto dedicare il podio alle realtà locali che hanno creduto in lui, aziende di San Severino che hanno trasformato quella che doveva essere una semplice tappa di passaggio in un successo da incorniciare.

Prossima fermata: la “Nove Colli Running “
La cosa più incredibile? Per Alessandro, i 215 km di Venezia erano solo un test di allenamento. Il vero obiettivo è fissato per il 10 maggio, quando affronterà la Nove Colli Running: una massacrante prova da 202 km attraverso l’Appennino.
Se il buongiorno si vede dal mattino — o meglio, dalla notte veneziana — San Severino Marche può aspettarsi grandi cose dal suo instancabile “corridore del buio”.



