“Giovani dimenticati” è una riflessione che questa settimana ci invita a fermarci e a guardare più in profondità, chiamando in causa ognuno di noi. Un messaggio forte, che il dirigente Giancarlo Marcelli rilancia al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Valditara.

Invitiamo i lettori a leggerlo con attenzione.

“Il tema dei giovani dimenticati dalla scuola e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito è, a mio avviso, significativo e importante per caratterizzare un sistema che da un po’ si affanna  a proporre riforme di facciata, senza ascoltare gli operatori scolastici e i giovani in formazione (la dispersione, la carta valore, il benedetto 4+2).

L’Invalsi (Istituto Nazionale per la valutazione  del sistema di istruzione e formazione) quantifica nel 9,4% la percentuale dei giovani che abbandonano il percorso scolastico prima del diploma, nel 10,4% quella di chi ha ricevuto comunque una bocciatura e nel 73% quella dei ragazzi che chiudono il ciclo secondario in 5 anni. Il dato è significativo perché nella bozza della nuova legge di bilancio la carta valore (ex bonus cultura) non verrà assegnata a chi ha nel suo percorso di studi perso un anno scolastico!

Il bonus Cultura, dell’entità di 500 Euro, fu introdotto nel 2016 per consentire ai neo-diciottenni di spenderlo in cultura (libri, cinema, teatri, musei, mostre) e incentivare il sapere dei giovani, compresi quelli con permesso di soggiorno (!), quale investimento di identità e raggiungimento della maggiore età.

Nel 2023 (mala tempora), il bonus venne abolito e sostituito, con procedimenti più selettivi, dalla citata “carta valore” , le regole richiamate inasprite  e i bocciati non premiabili con libri e quanto potrebbe arricchirli culturalmente. Tale carta ovviamente non spetta, a avviso dei legislatori, ai giovani frequentanti percorsi professionali triennali; probabilmente troverà spazio per quanti sceglieranno il nuovo modello tecnico e professionale del 4+2.

Su questo tema rimango in superficie perché non riesco a capirne il senso, né per i giovani delle secondarie né per quanti poi vorranno frequentare con speranza gli ITS Accademy, soggetto formativo figlio degli ITS del 2010, ma rimodellato per creare una scuola a misura di Confindustria. Il futuro degli ITS appare sempre più quello che ora è l’istruzione secondaria professionale, frequentata da giovani difficili e normalmente non amanti dello studio.

Tale constatazione è legittima e in contrasto con la ragione per la quale sono nati: dovevano essere enti autonomi di ricerca capaci anche di trovare risorse proprie per essere auto sufficienti!

Ora credo vivano di illusioni e risorse del PNRR, perché per Confindustria non servono giovani con post diploma, scientificamente formati, ma giovani in grado di cablare connessioni! In ultimo rimane da considerare la dispersione scolastica che non si coniuga con la definizione di operai specializzati ma paradossalmente con quella  di cittadini consapevoli, garanti del futuro e delle fondamenta della pace.

Non so cosa dirà il Ministro Valditara esperto di diritto romano nel leggere questo sintetico pensiero di un ingegnere di scuola,  ma da noi, che ci impegnavamo per sapere e saper fare, vigeva il manifesto di Pericle, che oltre i tanti inviti alla democrazia e alle sue particolarità  proclama: “Atene è la scuola dell’Ellade e …ogni studente cresce …. con la prontezza di fronteggiare qualsiasi situazione e è per questo che la nostra scuola è aperta al mondo!”.

Ministro, ci rifletta e ritrovi il sistema della scuola dell’antica Roma, uno dei più efficienti, in cui anche gli schiavi semiliberi andavano a scuola, con immigrati e figli di famiglie povere e faccia un vero passo avanti verso la scuola pubblica, come fece l’imperatore Costantino!”

 

Giancarlo prof. Marcelli

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