Il caso della professoressa Torregiani, estromessa dal gruppo di maggioranza a Castelraimondo, ha finalmente aperto un dibattito serio sia all’interno del Comune che tra i cittadini. Da anni, infatti, gli elettori scelgono in Consiglio comunale lo stesso schieramento politico che, pur cambiando il volto del sindaco, rimane sempre ancorato allo stesso “centro di gravità” permanente.
La vicenda ha acceso discussioni interessanti sulle piattaforme social e, soprattutto, ha riattivato il confronto tra chi desidera un diverso modo di amministrare la città. Confronto che potrà portare nuove idee e nuove prospettive — se, naturalmente, i cittadini lo permetteranno.
Ecco la riflessione del dirigente Giancarlo Marcelli:
“Credo capiti a tutti i concittadini riflettere su come dovrebbero essere individuati e gestiti, da parte del proprio ente locale, i bisogni reali presenti nella comunità, mentre gli amministratori si adagiano nella ricerca di banali dibattiti, manifestazioni appariscenti, luminarie inutili, ma istallate per tutto l’anno. Paradossalmente nel contesto urbano si riscontrano una caotica ricostruzione, una viabilità paradossale nei sensi di marcia e nei parcheggi e la sensazione di vivere senza un’amministrazione che, in autodifesa, isola inspiegabilmente quanti dal proprio punto di vista pongono problemi di miglioramento. Arrabbiarsi allora contro quello che non c’è è normale, ma poi chiedersi perché la gente si estranei dai problemi generali e non vada più a votare altrettanto spontaneo e pericoloso nella risposta.
Votare per chi, risposta più comune, visto che sono tutti uguali? Non dovrebbe essere così, a maggior ragione se la classe amministrativa eletta democraticamente è sempre la stessa, ma puntualmente non si occupa del disagio urbano e mortifica la pur minima idea di rinascita con le sue scelte “scansa” problemi! Vivere in un paese apprezzato altrove perché si fanno feste, organizzano iniziative spensierate, può sembrare una piacevole occupazione e opportunità, ma poi la vita è la stessa ovunque, se si lascia al caso l’urbanistica, la viabilità, lo stato di degrado di marciapiedi, viadotti, aree verdi, il rispetto delle regole e le necessità quotidiane di vivere in un contesto minimo di qualità! Al momento le uniche soluzioni, oltre quelle del fai e rifai, sono autoreferenti e amareggiano chiunque, seppur magari un pò di più chi ha dedicato parte dei suoi interessi istituzionali agli altri.
Intanto, per cercare la propria autorevolezza, si tolgono deleghe ritenute fastidiose se praticate da persone competenti, autorevoli e determinate! E’ stato chiesto da più parti della cittadinanza un dibattito pubblico sui temi posti, ma la richiesta appare come quella di correre per chi non ha la possibilità e voglia di farlo! Intanto ci illumineremo a breve d’immenso!
Povera mia comunità in cui ho vissuto e vivo anche con orgoglio e tenacia, benché chi la governa e amministra non la curi! Rilancio un dibattito su:
1 – Viabilità e stato delle strade, dei marciapiedi e dei viadotti;
2 – Ricostruzione e caos evidente per cantieri senza controllo e spesso inadeguati alle norme generali di sicurezza;
3 – Lavoro, ovviamente non per tutti fatto di ruoli istituzionali;
4 – Futuro.
Se dovesse accadere che per tali questioni molti concittadini ritengano di partecipare e esprimere legittimi pareri, sono disponibile a promuoverne l’attuazione.
Prof. Giancarlo Marcelli


