In queste ore abbiamo scoperto che la maggioranza “blindata” del comune di Castelraimondo si scopre divisa e per certi aspetti fragile.
La “Defenestrazione” dell’assessore Torregiani sorprende per metodo e anche per i motivi che hanno portato fuori dal palazzo comunale una delle persone più esperte della città.
Abbiamo ricevuto e pubblichiamo una riflessione dal dirigente Giancarlo Marcelli che conosce bene la realtà:
“Si fa un gran parlare in questi momenti della decisione del Sindaco di Castelraimondo di ritirare all’assessore, prof.ssa Elisabetta Torregiani, la delega alla cultura e all’istruzione conferita a inizio mandato. La professoressa avrebbe commesso “un grande reato politico”, quello di aver condiviso con l’opposizione (termine trasformato in circostanze migliori in minoranza) un regolamento, quello della biblioteca. Conosco la professoressa da tempi lontani per incontri professionali sugli orientamenti post diploma, nei quali partecipavamo come rappresentanti io dell’ITS diretto e lei di UNICAM. Una figura competente e con un gran senso di appartenenza all’ente rappresentato, da anni impegnata con le amministrazioni locali di centro destra, cui più volte mi sono contrapposto nel rispetto dei propri pensieri e dei propri principi. Ascoltare allora nel consiglio comunale l’annuncio del “reato consumato dall’assessore” ho provato tristezza, fastidio e tanta incomprensione, perché allontanare qualcuno non è proprio del mondo della cultura.

Nel consiglio una voce un po’ stonata della maggioranza ha codificato che il compito di redigere un regolamento sia una specifica prerogativa di parte, dimenticando che per sua natura l’accesso alla biblioteca non è di parte, ma di tutti. Pazienza, ma il dubbio che la causa della rimozione sia stata confezionata a arte è evidente: perché non indicare i veri motivi dell’allontanamento? Qualche sgarbo in giunta, qualche dissenso elettorale, ma così è la politica che in quanto tale deve essere prioritariamente rispetto. Mi sono permesso di inviare a Elisabetta un presagio in cui credo: “il tempo è sempre il miglior maestro di verità perché, prima o poi, torni sovrano il rispetto fra le persone in ogni contesto, compreso quello politico.
Giancarlo Prof. Marcelli


