Dopo ottanta anni  da quel 27 gennaio 1945, quando le truppe russe liberarono oltre 7.000 detenuti dal campo di sterminio di Auschwitz, pochi sono ancora i testimoni di quell’orrore e per questo in si è svolta la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore promossa dalla Prefettura in collaborazione con la Provincia, il Comune, l’Università di Macerata e l’Istituto Storico della Resistenza in occasione del Giorno della Memoria.
Il Prefetto Isabella Fusiello ha consegnato le medaglie d’onore, concesse con decreto del Presidente della Repubblica, e riservate ai cittadini italiani, militari e civili e ai famigliari dei deceduti che sono stati deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale.

I riconoscimenti sono stati consegnate ai familiari di Giuseppe Ciccola (Montecosaro), Giuseppe Pesaresi (Morrovalle), Arturo Pierdominici (Camerino) e Tomassino Teodori (Appignano).

Per il comune di Camerino c’era il sindaco Roberto Lucarelli e il presidente del consiglio comunale Cesare Pierdominici cha ha ritirato la medaglia d’onore riconosciuta al padre Arturo.     

Ci sono molti modi per ricordare e non dimenticare. La testimonianza scritta sulla pagina facebook del Notaio Cesare Pierdominici, ci ha colpito particolarmente e per questo la riportiamo integralmente.

Il ricordo del padre Arturo, maestro molto conosciuto non solo a Camerino:

“Arturo Pierdominici, mio padre, era del 1922; in gioventù era stato, inevitabilmente, fascista.
Poi, dopo l’8 settembre 1943, fu uno degli Internati Militari Italiani.
Il suo tragitto fu: da Padova (dove, aviere, fu catturato il 9 settembre) a Fallingbostel (stammlager XI b) poi a Oldenburg (presso l’aeroporto di Varrelbusch) poi a Kaisersteinbruch (stammlager XVII a); infine rientro’ in Italia il 27 agosto del 1945.
Quando fu IMI, mio padre, come tanti altri nella sua condizione, subì sofferenze, patimenti ed umiliazioni.
Dopo la fine della guerra non fu più fascista, ma nemmeno antifascista.
Come tanti altri della sua generazione, parlava poco e malvolentieri di quel periodo; tuttavia non l’ho mai sentito maledire né rinnegare quel passato: e si’ che avrebbe potuto farlo (come tanti fecero) per ottenere facili prebende.
Per certi versi, la sua storia richiama alla mia mente quella di Franco Cangini, il noto giornalista che volle essere sepolto con la camicia nera.
Franco Cangini, anche per ragioni anagrafiche (era nato nel 1934) non era stato fascista; era stato IDEALISTA, perseguendo quegli ideali descritti da Marcello Veneziani nella lettera scritta ad Andrea Cangini (il figlio di Franco) il 17 ottobre 2017 in occasione di quel singolare evento.
Rammento una sola espressione per tutte:
“Contro lo sfascismo e’ insorto un galantuomo come Franco Cangini, che era uomo d’ordine e non concepiva i diritti scissi dai doveri “.
Chi l’ha conosciuto, ricorderà che anche Arturo Pierdominici era un IDEALISTA, per molti versi simile a Franco Cangini.
Detto questo, ciò che più mi preme sottolineare in questa occasione è il riconoscimento che la Repubblica Italiana ha voluto concedere agli ex IMI, a prescindere da ogni loro credo politico e (sia consentito) da ogni utilitaristica abiura.
In siffatto modo perseguendo l’intento non già di “riscrivere” la storia, bensì quello più nobile della comprensione di un periodo storico indiscutibilmente tragico, ma non per questo meno complesso in tutte le sue sfaccettature.
Ed in relazione al quale, ad ottant’anni di distanza, si torna ad auspicare una pacificazione basata su una memoria condivisa ancora incompiuta.”
Grazie dottore per queste sue parole e per come ha saputo ricordare la figura di suo padre.
Anche il sindaco di Camerino ha voluto ricordare questo giorno intitolando una via a Gerhard Radke, il  “Giusto tra le nazioni”, cittadino onorario di Camerino.
Ecco cosa ha scritto il sindaco Lucarelli.
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 – 𝟮𝟳 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱
A 80 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, il Giorno della Memoria ci ricorda che il silenzio e l’indifferenza sono complici delle peggiori atrocità. Perciò, con le iniziative di oggi, commemoriamo le vittime dell’Olocausto, al fine di trasmettere il valore della memoria alle nuove generazioni.
Nella nostra città è stata inaugurata nel quartiere di Vallicelle, assieme a Mario Mosciatti, presidente della sezione ANPI Camerino, l’avvocato Giuseppe De Rosa e il consigliere Giovanni Fedeli, la targa della via intitolata a Gerhard Radke.
Umanista, archeologo e filologo, divenne cittadino onorario di Camerino nel 1966 e il 24 marzo 1977 gli venne conferito da Israele il riconoscimento di “Giusto tra le nazioni” per aver permesso ad una famiglia ebrea fuggita da Belgrado, dove si trovava dopo essere stato arruolato dall’esercito tedesco, di recuperare il passaporto iraniano che consentì loro di raggiungere la Palestina.
A Macerata, nella sala del Consiglio Provinciale, è avvenuta la consegna delle Medaglie d’Onore riservate ai cittadini italiani, militari e civili, ed ai familiari dei deceduti che furono deportati o internati nei lager nazisti. La medaglia è stata conferita al cittadino camerte Arturo Pierdominici e ritirata da suo figlio Cesare.
Alle iniziative di questa mattina dedicate alle scuole affiancheremo questa sera la lettura del diario di Ruggero Forti, che racconta la sua esperienza di guerra, nei campi di lavoro e il ritorno a casa, con accompagnamento musicale inedito del Maestro Vincenzo Correnti.

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