Un tema sempre caldo per la politica di destra e sinistra è la scuola. Il pilastro fondamentale per ogni individuo che viene al mondo e che inizia un cammino lungo e non sempre facile.
Voi come me, ricorderete le gioie quando il “voto” era positivo e le ansi per un’interrogazione andata male. Ma questa è solo una parte riservata al singolo studente. Dietro al mondo della scuola da decenni si scrive tanto per altri scopi che oggi vengono ancora una volta rimessi al centro per ri-mettere in discussione la metodologia dell’insegnamento e delle materie.
Su questo tema interviene il professor Marcelli che propone una riflessione:
“Indicazioni nazionali per la scuola.
Provo a commentare le indicazioni proposte per la scuola , non per fatto personale come maldestramente richiama il prof. Ernesto Galli della Loggia, coordinatore del gruppo studio del MIM , ma come esperto sul campo della scuola, ex docente pluriabilitato in 3 materie tecnico-scientifiche e DS con esperienza pluriennale di scuole tecniche e di formazione per docenti e dirigenti. Il progetto redatto dalla commissione coordinata dal citato Galli della Loggia è, a mio avviso, culturalmente vuoto, disattento al passato e inutile per il futuro. Provo a darne le ragioni con pacatezza e conoscenza acquisita sul campo.
I temi affrontati sono:
1 -l’abolizione della geostoria, perché ritenuta ideologica, privilegiandole la narrazione sui popoli italici, le vicende antiche, i primi secoli del cristianesimo! Il bravo Ministro Luigi Berlinguer aveva tradotto la disciplina in approfondimento generalizzato di conoscenze epistemologiche Platoniane, contrapposte alle opinioni dei singoli. La storia valutata sino ai giorni nostri dovrebbe divenire narrazione di tradizioni e civiltà, espulsa dalla grande sorella, la geografia. Poveri ragazzi se diverranno prede di racconti personali!
2 – la grossa novità reinventata, perché passata da anni, è l’introduzione curricolare, a scelta e facoltativa del latino, a partire dalla seconda media per un’ora a settimana. Immagino che il Ministro e i suoi consulenti abbiano approfondito, per studi condotti il valore del latino, lingua strutturata e impegnativa per il suo valore quasi scientificamente enciclopedico della disciplina da coniugare con rigorosità del sapere in ogni sua parte. Ricordo i miei studi per l’apprendimento della materia, avviati già al termine della quinta classe elementare con analisi logica, sintassi, studio particolarizzato di verbi e declinazioni per arrivare a saper comprendere testi storici di valore. Credo che di tutto questo il Ministro e i suoi consulenti ne abbiano consapevolezza almeno per i titoli dichiarati!
3 – In ultimo i richiami alla Bibbia e alla Cristianità a cosa servono? La Bibbia è una raccolta di testi religiosi, scritti in tempi ampi e differenti: perché dovrebbe caratterizzare la formazione dei giovani se non accompagnata da altre testimonianze storiche? La Cristianità poi è un valore da professare per coinvolgere e non allontanare, come direbbe Papa Francesco.
Il dott. Della Loggia e i suoi colleghi di lavoro credo non conoscano la scuola che è il luogo delle ansie, delle gioie, delle delusioni e delle speranze dei giovani. La scuola questi sentimenti deve valorizzarli e non settorializzarli, deve diffonderli e non mortificarli. Fossi, ma non sono, direbbe il grande Cecco Angiolieri , ragionerei come far essere non come far desistere dalla conoscenza, gentilissimo Ministro del merito.! ”
Giancarlo prof. Marcelli – Via Roma 8 Castelraimondo (Mc) – 3357113751


