Non solo ricostruzione materiale, ma un vero e proprio rilancio culturale, sociale e civile per i territori colpiti dai terremoti del 2016 e 2017. È questo il fulcro del progetto “Civitas Appenninica Vetusta Nursia – Ex Malo Bonum. Rinascita Appenninica, la Cultura che Ricostruisce”, che ha preso ufficialmente il via oggi a Roma con la firma di un’importante convenzione presso la Sala Parlamentino.

L’obiettivo è ambizioso: sostenere il percorso di candidatura della “Civitas Appenninica” a Capitale Europea della Cultura per l’anno 2033. Il cronoprogramma prevede la presentazione della manifestazione di interesse entro il 2027, in attesa della pubblicazione del bando ufficiale nel 2028. A siglare l’accordo sono stati Guido Castelli, Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione Sisma 2016, e Maurizio Frascarelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

I numeri e i protagonisti della rinascita Il progetto, promosso dalla Struttura Commissariale, mette in rete una vastissima area del Centro Italia, coinvolgendo 138 Comuni situati all’interno del cratere sismico (su un totale di 546 Comuni appartenenti alla Civitas Appenninica) distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il ruolo di capofila in questo percorso verso la candidatura europea sarà assunto dal Comune di Norcia.

A supportare l’iniziativa vi è un’ampia sinergia istituzionale che comprende 11 Fondazioni di origine bancaria dei territori interessati e un solido network accademico formato da 13 Università e centri di ricerca. Questi ultimi hanno già attivato quattro programmi internazionali: l’Università di Camerino guiderà la scienza della ricostruzione, l’Università di Teramo si occuperà della filiera agroalimentare, l’Università di Perugia dei beni culturali e il territorio di Rieti dello sviluppo dell’economia circolare. Anche il Terzo Settore ricoprirà un ruolo strutturale, contribuendo alla co-progettazione delle attività e all’animazione sociale delle comunità locali.

I fondi e il Festival “Cultura che Ricostruisce” L’intero programma può contare su un investimento complessivo di 995.000 euro. La quota principale, pari a 750.000 euro, proviene dai fondi residui della raccolta nazionale post-sisma promossa da Acri tra le Fondazioni associate. I restanti 245.000 euro sono garantiti dal cofinanziamento della Struttura Commissariale, dalle Regioni Marche e Umbria e dal Comune di Norcia. La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno fungerà da soggetto attuatore.

Il cuore pulsante delle iniziative, che si svilupperanno da qui al 31 dicembre 2027, sarà il Festival itinerante “Cultura che Ricostruisce”. Questo evento a tappe toccherà 16 Comuni, tra cui alcuni dei centri più gravemente feriti dal sisma come Amatrice, Arquata del Tronto, Camerino, Norcia e Visso. Il cartellone culturale sarà inoltre arricchito da azioni trasversali dedicate allo sport, alla natura e al benessere, realizzate in collaborazione con Sport e Salute e ANCI, con lo scopo di gettare le basi per una futura rete di “Parchi della Cultura e del Benessere”.

Le dichiarazioni Il Commissario Guido Castelli ha definito la candidatura “una straordinaria occasione per affermare l’identità e la coesione dell’Appennino centrale, mettendo in rete esperienze, istituzioni e comunità”. Castelli ha inoltre ribadito come la cultura rappresenti uno strumento capace di affiancare la ricostruzione edilizia per garantire “una efficace riparazione economica e sociale”, creando “nuove opportunità di sviluppo, lavoro e crescita, soprattutto per le giovani generazioni”.

Sulla stessa linea Maurizio Frascarelli, che ha esaltato il valore del lavoro di squadra: “È questa capacità di fare sistema, mettendo a fattor comune competenze, esperienze e conoscenza dei territori, a dare oggi forza e slancio alla sua realizzazione. Continueremo a lavorare in rete, perché ogni risorsa possa tradursi in concrete opportunità di rinascita, valorizzando l’identità delle nostre comunità, la bellezza delle tradizioni e il patrimonio umano e culturale dell’Appennino”

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