Un maxi-investimento da 357 milioni di euro per 4,9 chilometri di nuovo tracciato, quasi interamente in galleria. L’opera, attesa da quarant’anni, punta a rivoluzionare i collegamenti tra Roma e l’Adriatico. Castelli: “Ricostruire significa riconnettere i nostri territori”.

Prende finalmente forma la viabilità del futuro per l’Appennino centrale. È ufficialmente scattata la cantierizzazione del secondo lotto della variante Trisungo–Acquasanta Terme lungo la Strada Statale 4 Salaria (nel tratto compreso tra la galleria Valgarizia e Acquasanta), un’infrastruttura destinata a stravolgere in positivo l’accessibilità, i tempi di percorrenza e la sicurezza di una delle arterie più importanti del Centro Italia.

Un’opera ingegneristica da 357 milioni Il progetto, dal valore complessivo di 357 milioni di euro, è stato affidato al raggruppamento guidato da Toto Costruzioni Generali insieme a Ubaldi Costruzioni. I numeri dell’intervento restituiscono la portata dell’opera: su un nuovo tracciato di circa 4,9 chilometri, ben 4 saranno realizzati in sotterranea. Il cuore del progetto è infatti rappresentato da due grandi tunnel – la galleria Favalanciata (1,8 km) e la galleria Acquasanta Terme (2,3 km) – a cui si aggiungeranno due viadotti e i nuovi svincoli strategici a servizio delle due località. Dal punto di vista della viabilità locale, il nuovo bypass consentirà di liberare dal traffico pesante e di attraversamento l’attuale tracciato che attraversa Acquasanta Terme e Quintodecimo, una zona da sempre penalizzata dalla complessa morfologia della Valle del Tronto.

Il nodo dei finanziamenti e il “Piano Revita” Per sbloccare un’infrastruttura attesa da oltre quattro decenni è stata decisiva la sinergia istituzionale. La quadratura economica è arrivata nel 2024, quando un ulteriore stanziamento governativo di oltre 201 milioni di euro – promosso anche grazie all’intervento del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – ha permesso di raggiungere la copertura totale necessaria.

L’infrastruttura si inserisce all’interno del “Piano Revita”, la più ampia strategia di ricucitura viaria del cratere sismico finanziata dai fondi del PNC Sisma, gli stessi che hanno già permesso l’avvio dei lavori per la Pedemontana delle Marche tra Ascoli e Fabriano.

Castelli: “Una prospettiva per i nostri giovani” A sottolineare il valore non solo logistico, ma anche sociale dell’opera, è il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. «L’apertura di questo cantiere – ha dichiarato – rappresenta un passaggio storico. La ricostruzione non può limitarsi a riparare ciò che il terremoto ha distrutto, ma deve creare le condizioni perché questi territori siano più sicuri e competitivi di prima. Avvicinare Roma all’Adriatico e migliorare i collegamenti tra Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria significa restituire centralità a territori che non possono essere condannati alla marginalità».

L’attenzione sul primo lotto L’entusiasmo per l’avvio del secondo lotto non fa passare in secondo piano le ben note difficoltà del primo stralcio (Trisungo–Valgarizia). Su questo fronte, Castelli ha voluto rassicurare il territorio: «Sono in costante contatto con l’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi (Gemme, ndr)*, e con il commissario alla Salaria Soccodato, che mi hanno garantito un’attenzione specifica sulle vicissitudini che hanno bloccato la galleria Trisungo. Con lo sblocco di quest’ultima, che spero sia prossimo, i diversi segmenti diventeranno parti di un unico grande disegno».

«Strade moderne e sicure – ha concluso il Commissario – significano imprese competitive, turismo e servizi più vicini. Ma soprattutto, offrono ai nostri giovani una ragione in più per restare e costruire qui il proprio futuro. Oggi non apriamo solo una strada, ma una nuova prospettiva per l’Appennino».

(Nota per il redattore: nel comunicato originale viene citato “l’AD di Anas Gemme”, ma l’attuale AD di Anas è Aldo Isi, mentre Massimo Simonini o altri lo hanno preceduto; potresti voler verificare la carica esatta in fase di pubblicazione, oppure lasciare “i vertici di Anas”).

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