Venerdì 21 agosto l’inaugurazione ufficiale presso la Sala Tapioka. Guidata da Mirco Santacchi e Marco D’Ercole, l’associazione unisce ricerca scientifica, agricoltura e tradizione gastronomica, in sinergia con UniCam e AIS Marche.
Il mondo del piccante pianta radici solide nel cuore delle Marche e il 21 agosto, alle ore 18:00, la Sala Tapioka (situata nei locali sottostanti il Comune di Serravalle di Chienti) ospiterà il battesimo ufficiale della neonata Delegazione della provincia di Macerata dell’Accademia Italiana del Peperoncino all’interno della festa del Peperoncino di Serravalle prevista il 21 e il 22 Agosto
. Un traguardo storico per il territorio, che saluta così la nascita della prima delegazione marchigiana dedicata alla valorizzazione di questa straordinaria spezia.
I fondatori e la passione per il “piccante” L’associazione, che conta già quasi trenta iscritti, è il frutto della passione e della dedizione di esperti del settore: alla guida c’è il presidente Mirco Santacchi, affiancato dal vicepresidente Marco D’Ercole e dalla segretaria Valentina Pandolfi.

Un team con un bagaglio di esperienza formidabile: Santacchi organizza da anni mostre di peperoncini provenienti da ogni angolo del globo (quella allestita per l’inaugurazione sarà la sua venticinquesima esposizione), e insieme a D’Ercole ha raccolto e coltivato, in oltre vent’anni di attività, più di 150 varietà di peperoncino, tra cui una ventina di rarissime specie wild (selvatiche).
Nel nome di Nazzareno Strampelli Non è affatto casuale la scelta di intitolare la delegazione a Nazzareno Strampelli. Nato nel 1866 a Crispiero di Castelraimondo e formatosi a Camerino, Strampelli è considerato il padre della “Rivoluzione Verde” italiana, celebre per le sue pionieristiche ricerche sull’ibridazione del frumento. Legare il peperoncino al suo nome significa rimarcare l’importanza della ricerca, della sperimentazione e della valorizzazione agricola locale; gli stessi valori che guideranno l’Accademia nello studio botanico e gastronomico delle varietà piccanti.
La missione: cultura, scienza e territorio Fedele allo Statuto nazionale, la delegazione “Strampelli” si propone di diffondere una cultura a 360 gradi del peperoncino – con un focus speciale su quello introdotto in Europa da Cristoforo Colombo – esplorandone storia, benefici e usi culinari. L’approccio sarà rigorosamente a-politico e a-partitico, concentrato sulla creazione di una rete virtuosa. Sul territorio maceratese, infatti, sono già in cantiere “cene-studio” in collaborazione con l’AIS (Associazione Italiana Sommelier) Marche, progetti di ricerca con l’Università degli Studi di Camerino (UniCam) e partnership con agricoltori, cantine e chef locali.
Il programma dell’inaugurazione L’evento di venerdì, che prenderà il via alle 18:15, si preannuncia ricco di interventi di alto profilo. I lavori saranno aperti da Santacchi e D’Ercole, che illustreranno la genesi del progetto e dedicheranno un commosso ricordo a Massimo Biagi, compianto mentore e massimo esperto mondiale di peperoncini. A seguire, un tuffo nella storia con Giulio Mataloni (Casa natale Strampelli) e i saluti in video-messaggio del presidente nazionale dell’Accademia, Enzo Monaco. Il parterre dei relatori approfondirà poi ogni declinazione del peperoncino: Roberto Donà ne illustrerà storia e benefici, Stefano Isidori (AIS Marche) parlerà degli abbinamenti nelle cene-studio, Raimondo Turchi ne esplorerà il ruolo nella tradizione e Simone Balacco tratterà le tecniche di coltivazione marchigiana.
Ricchissimo anche il tavolo delle autorità istituzionali e associative, con gli interventi di Erika Cervelli (assessore all’Agricoltura di Camerino), Antonio Fainelli (Coldiretti), Nazzareno Micucci (Rotary), Alessandro Gentilucci (presidente della Provincia di Macerata), Roberto Lucarelli (sindaco di Camerino) e Rinaldo Rocchi (sindaco di Serravalle di Chienti). Alle 19:25 sono previsti i ringraziamenti finali con la consegna degli omaggi a cura dell’azienda agricola Balacco’s, preludio ideale alla cena inaugurale in programma alle ore 20:00.
L’appuntamento di Serravalle non è dunque solo una formalità associativa, ma l’inizio di un viaggio affascinante che farà dialogare il genio agricolo marchigiano del passato con la passione contemporanea per uno degli ingredienti più amati della nostra gastronomia.


