Macerata è in pienop fermento per le prossime consultazioni comunali. Fra i tanti candidati abbiamo voluto sentire uno dei più giovani candidati Matteo Teloni.

Da giovane, prima che da politico, cosa pensi della politica e tu hai voluto metterci la faccia?

“Sì, ci metto la faccia perché credo che alla mia età sia troppo facile rimanere a guardare e lamentarsi. Ho scelto di fare un passo in più. Quelle che porto a vent’anni sono energie, idee nuove e uno sguardo diverso, soprattutto in merito ai bisogni dei giovani. La voglia di fare e la disponibilità ad ascoltare mi permettono di entrare in contatto con le problematiche vere delle persone. Per me metterci la faccia significa essere presente, parlare con le persone e prendermi la responsabilità di quello che dico e faccio”

Non sei nuovo in politica?

È vero, nell’ultimo anno e mezzo mi sono già impegnato nel gruppo dei socialisti locali. È stata un’esperienza importante che mi ha permesso di capire meglio come funziona la vita politica e di stare a contatto con la gente. La nostra sezione provinciale è formata da persone che hanno sempre partecipato all’agone politico con grande abilità. La loro esperienza e i loro consigli sono una presenza costante nel mio processo di maturazione politica. Grazie alla fiducia in me riposta, occupo la vicepresidenza della sezione provinciale, ma non mi considero assolutamente arrivato: è stato un punto di partenza. Oggi voglio trasformare questo impegno in qualcosa di più concreto per il nostro comune, portando quello che ho imparato insieme a nuova energia e voglia di fare.

Un pensiero sullo spopolamento

“Lo spopolamento si vede chiaramente anche nella vita quotidiana: il centro storico oggi si anima quasi solo il giovedì sera con l’università, mentre per il resto della settimana è spesso monotono e poco vissuto. Questo secondo me è il problema principale: manca continuità. Non bastano alcuni momenti, serve una vita quotidiana fatta di opportunità, spazi e iniziative. Bisogna sostenere le attività, creare eventi durante tutta l’anno e dare ai giovani luoghi in cui incontrarsi e organizzarsi. L’obiettivo deve essere rendere il centro vivo ogni giorno, non solo in alcune occasioni”.

Programma del gruppo

“Il nostro programma parte da un’idea chiara: una città che guarda avanti, che si prende cura e che si riconnette. Guardare avanti significa creare opportunità concrete, soprattutto per i giovani, e rendere il comune più dinamico. Prendersi cura vuol dire attenzione agli spazi pubblici, ai servizi e alla qualità della vita quotidiana, con manutenzione costante e servizi più efficienti. Riconnettere significa ricostruire legami tra persone, quartieri e generazioni, attraverso spazi di aggregazione e momenti di partecipazione. Il tutto con un’attenzione concreta alla sostenibilità, per rendere il comune più vivibile nel lungo periodo”.

 

I giovani e la politica. Il tuo pensiero?

“Vorrei aggiungere una cosa importante: per me è fondamentale ridare fiducia ai giovani e alla vita pubblica. Oggi molti ragazzi si sentono distanti dal proprio comune e poco coinvolti. Io credo che si possa cambiare questa situazione, ma solo ricostruendo un rapporto diretto fatto di ascolto e presenza. L’obiettivo è far tornare i giovani protagonisti della vita del loro territorio, non spettatori”.

 

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