Legalità, Solidarietà e Integrazione

Dietro i temi della legalità, della solidarietà e dell’integrazione, in questi giorni, si concentrano le riflessioni di commentatori politici e le preoccupazioni di cittadini, visti gli avvenimenti violenti occorsi.

A Taranto un immigrato di colore, Sako Bakari, bracciante agricolo di 35 anni, è stato accoltellato da un quindicenne, membro di una banda che, a mo’ di “ronda della salvezza della razza”, scorrazza per la città e assale persone di colore; a Modena, tal Salim El Koudri, figlio di immigrati marocchini, nato a Bergamo, cittadino italiano laureato, ha investito sette persone in centro.  Salim è cittadino italiano dal 27 settembre 2009, da quando aveva 14 anni. La sua famiglia arrivò a Ravarino nel 2000, ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti – ha spiegato all’Ansa la sindaca Maurizia Rebecchi – hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto ed era un uno studente modello. Dal 2002 al 2004 si è sottoposto a trattamento psichiatrico, abbandonato il quale ora ha commesso il nefasto reato citato, magari con rancore e insoddisfazione, determinati presumibilmente dalla propria condizione lavorativa e sociale. Due circostanze che, se malamente avvicinate, legalizzano l’inciviltà con tutele che valgono solo quando le vittime sono dei connazionali, ma si trascurano se i carnefici sono giovani, sbandati, sostenuti da coloro i quali affollano la cosiddetta “zona grigia”, quella che Primo Levi assegnava alla stragrande maggioranza del popolo tedesco che, pur non partecipando direttamente all’assassinio di nessuno ebreo, ne fu, a suo avviso, comunque responsabile. Il rispetto della legalità reclamata va attuato nella gestione giudiziaria delle norme e, grazie alla competenza dei nostri giudici, non mostra, almeno per me, preoccupazioni. Più complicate sono le valutazioni sulla solidarietà e l’integrazione di fatto trascurate in molti contesti sociali, seppur valori etici di fratellanza e rispetto per ridurre le differenze e le distanze. Ecco perché penso che quanto accaduto a Taranto sia la negazione della solidarietà, mentre quanto commesso a Modena l’effetto dello squilibrio mentale di un cittadino italiano, abbandonato ai suoi disagi mentali.

Pensare e ripensare per giudicare è un esercizio di coerenza con le proprie abitudini, le proprie idealità e la religiosità praticata!

 

Giancarlo prof. Marcelli

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