Ci sono uomini che passano e lasciano un segno. Il “maestro” Ubaldo è uno di questi: il suo esempio discreto e presente ha lasciato tanto alla città di Caldarola, e negli ultimi anni la sua assenza si sentiva molto. Costretto a lasciare la sua casa nel 2016 a causa dell’evento sismico, Ubaldo non è riuscito a coronare il sogno di tornare nella sua Caldarola. Aveva un amore unico per il suo paese, dove il padre Giorgio fu anche sindaco, e ai figli aveva trasmesso e insegnato lo stesso forte attaccamento. La sua storia è impregnata di cultura e tradizioni. Suggerì al sindaco Fabio Lambertucci di lasciare un segno tangibile con l’idea della Mostra, grazie alla quale Vittorio Sgarbi portò il paese alla ribalta nazionale. Questa è stata la sua geniale intuizione: “Far vedere e conoscere quanta bellezza nascondeva, e nasconde ancora, il paese dei Cardinali Pallotta”.
Potremmo scrivere tanto, ma ci piace ricordarlo così. GRAZIE MAESTRO.
ECCO CASA HA SCRITTO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
“Caldarola si sveglia più povera. Con la scomparsa del maestro Ubaldo Gabrielli, la comunità perde un pilastro della memoria storica e dell’identità locale. Gabrielli non è stato solo un educatore: è stato un custode appassionato di queste radici. Attraverso il suo lungo e instancabile impegno all’interno della Pro Loco, ha trasmesso a intere generazioni l’amore per questo territorio, la curiosità per le nostre tradizioni e l’importanza di difendere il patrimonio culturale che ci rende unici.
Il suo esempio di dedizione civica resta un’eredità preziosa per tutti noi.
“A nome di tutta l’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza – le parole del sindaco Giuseppe Fabbroni -, esprimo il più profondo cordoglio per la perdita del caro Ubaldo. In questo momento di dolore, ci stringiamo con affetto e vicinanza alla sua famiglia. Caldarola perde un protagonista della sua storia, un uomo che ha saputo trasformare l’impegno per il paese in una missione di vita. Grazie di tutto, maestro. La tua lezione più bella, l’amore per le nostre tradizioni, continuerà a vivere attraverso tutti noi”.