Il ruolo istituzionale del Consiglio Comunale, per molto tempo, l’ho vissuto direttamente con impegno e rispetto delle parti, perché è la massima espressione deliberante delle strategie politiche predisposte di volta in volta dalla Giunta, ente Esecutivo.

Ora da cittadino partecipo alle sedute on line e confesso di trovarmi puntualmente a disagio per la superficialità con cui appare vissuto, neppure fosse un’associazione di parti contrapposte per personalismi dannosi. Non si cerca più l’utilità degli elettori, ma la propria fama; ognuno, tranne i pochi coraggiosi che andrebbero veramente gratificati con il consenso politico, passa il tempo al suo telefonino fino al momento del voto, che sembra si esprima non sul contenuto della proposta, ma per senso di appartenenza! Che altro dire, dopo l’ultimo incontro, in cui alla legittima richiesta dell’opposizione di dove   fossero state indirizzate le tante risorse regionali ATIM, cari concittadini, si risponde con una nota indicativa delle finalità e la destinazione delle proprie? Siamo veramente, a mio avviso, alla frutta della democrazia amministrativa, in cui non si capisce o non si vuol capire la preoccupazione del gruppo richiedente verso risorse pubbliche finalizzate alle stesso scopo, la “celebrazione di Marche in vetrina”, ovviamente della maggioranza, da soggetti diversi.

Il Comune sostiene di aver utilizzate solo le proprie risorse mentre l’ATIM, azienda appositamente creata dalla regione per il Turismo e da essa dipendente,  avrebbe devoluta la somma cospicua di oltre 90.000 euro a una società di cui il Comune, a parere della maggioranza, disconosce la paternità operativa. Oltre 130.000 euro spese o impegnate, mentre a parere dell’Ente ne sarebbero state sufficienti 40.000! Cambierà, non lo so! So per certo che ognuno ha il diritto civile di partecipare, chiedere di conto e se serve protestare! Ognuno deve sentirsi informato, se pensa che la sua comunità non sia tale, perché non è sufficiente governarla con promesse e giochi di ruolo, palleggiando le responsabilità di possibili danni all’erario, difficilmente evitabile allo stato dei fatti ascoltati in consiglio!

In ultimo, mi si consenta, applicherei il “metodo Valditara, Ministro dell’Istruzione in carriera”, di  disporre il non utilizzo dei telefonini in un ente serio come la scuola o, aggiungo, necessario come un consiglio comunale! Almeno   si alzino gli sguardi e si coniughino i pensieri!

 

Giancarlo prof. Marcelli

 

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