Grande soddisfazione da San Severino a Camerino per il critico d’arte che ha portato le Marche alla ribalta nazionale. Un legame indissolubile nato negli anni Novanta.
Un respiro di sollievo e un diffuso senso di compiacimento. È questa l’atmosfera che si respira in queste ore nel territorio maceratese alla notizia dell’assoluzione di Vittorio Sgarbi. La sentenza, arrivata come un punto fermo su una vicenda giudiziaria complessa, è stata accolta non solo come una vittoria legale personale del critico, ma come una buona notizia per l’intera comunità locale che, da decenni, vede in lui un punto di riferimento culturale e un concittadino d’adozione.

Un legame radicato: da San Severino all’entroterra
Il rapporto tra Sgarbi e il Maceratese va ben oltre la stima professionale. Il critico ferrarese ha scelto San Severino Marche non solo come luogo del cuore, ma come sua residenza ufficiale, suggellando un patto di appartenenza con questa terra.
La soddisfazione per l’esito processuale è palpabile in tutta la regione, ma trova la sua eco più forte proprio nell’entroterra. Comuni come Camerino, Caldarola e Belforte del Chienti hanno manifestato vicinanza al critico. In queste zone, Sgarbi non è visto come un ospite passaggero, ma come una presenza costante, capace di dialogare con le amministrazioni e con i cittadini, sempre pronto a difendere il patrimonio artistico locale.
Trent’anni di scoperte e valorizzazione

La gratitudine del territorio ha radici profonde che risalgono agli anni Novanta. È in quel periodo che Vittorio Sgarbi ha iniziato un’opera capillare di ricognizione del patrimonio marchigiano. Laddove molti vedevano solo chiese di campagna o piccoli musei periferici, l’occhio del critico ha saputo individuare capolavori assoluti.
Sgarbi ha avuto il merito storico di “togliere la polvere” da molte opere d’arte dimenticate, portando le meraviglie del maceratese alla ribalta nazionale. Grazie ai suoi interventi televisivi, alle mostre curate e alle pubblicazioni, i tesori nascosti tra i Monti Sibillini e le colline maceratesi sono diventati protagonisti del dibattito culturale italiano, attirando turisti e studiosi.
L’assoluzione odierna viene quindi letta dai maceratesi come la possibilità per Sgarbi di continuare, con rinnovata serenità, quella missione di tutela e promozione della bellezza che ha contribuito a ridare orgoglio a un intero territorio.

Nota dell’ Ufficio Stampa Vittorio Sgarbi
Dipinto di Rutilio Manetti/L’assoluzione di Vittorio Sgarbi.
Il commento dei legali: “Ciò dimostra – ancora una volta – come la macchina del fango attivata con gli strumenti mediatici provochi ingiusti – e difficilmente riparabili – danni morali e materiali, per un cittadino innocente”
ROMA – I difensori di Vittorio Sgarbi, il prof. Avv. Alfonso Furgiuele e l’Avv. Giampaolo Cicconi, commentano la sentenza di assoluzione di Vittorio Sgarbi: “Dopo un giudizio regolare, innanzi agli organi giudiziari, il Prof. Vittorio Sgarbi è stato assolto perché il fatto non costituisce reato anche dall’imputazione residua; dopo l’archiviazione, per altri due reati originariamente contestati, già conseguita all’esito delle indagini preliminari.
Ciò dimostra – ancora una volta – come la macchina del fango attivata con gli strumenti mediatici provochi ingiusti – e difficilmente riparabili – danni morali e materiali, per un cittadino innocente”
l’Ufficio Stampa
press@vittoriosgarbi.it




.


