Ci chiediamo spesso come gli enti pubblici gestiscano il denaro dei contribuenti. L’argomento di questa settimana sollevato dal professor Marcelli, analizza un “Tema difficile” la gestione dei soldi pubblici:
“So di affrontare un tema difficile, ma sentito, quello degli addobbi di Natale e delle difficoltà presenti nelle comunità locali. Castelraimondo, in particolare, nel territorio è divenuto da un pò “modello territoriale di luci con iniziative diffuse di spettacoli di ogni sorta” che sicuramente gratificano gli operatori e le associazioni, ma rappresentano malamente, a mio avviso, un modello sociale, magari meno ludico e che provo a descrivere da cittadino, ex amministratore attento alla socialità e non ignaro dello sviluppo.
Ricordo a memoria che il comune è sempre stato amministrato, se non dopo un’unica amministrazione post bellica di sinistra, dal centro rappresentato per anni dalla DC e negli ultimi periodi, in particolare, dal centro destra.
Nel tempo considerato, tanti fatti sociali, economici e di sviluppo si sono susseguiti e si susseguono, da rendere contrastanti il tenore esistente e le abitudini consolidate. Fino agli anni 90, nel bene e nel male, la città si è consolidata sulle opportunità lavorative esistenti: Cartiere, Merloni, Cementificio, Commercio indotto, Artigianato, Pubblica Amministrazione (scuola, università, sanità, enti pubblici) e demograficamente è cresciuta, rasentando i 5000 abitanti che caratterizzano anche modelli elettorali diversi dall’attuale. Poi, il consolidamento di crisi industriali e artigianali hanno iniziato a incrinare la stabilità economica e a modificare quella sociale.
Ora economicamente si riscontrano molte persone in difficoltà, giovani senza prospettive occupazionali, laureati costretti a cercare lavoro altrove e una popolazione invecchiata e bisognosa di servizi sociali, attività di commercio in gran difficoltà e … futuro in crisi profonda.
Che fare a Natale e poi, ne parliamo?
Soprattutto di cosa si deve occupare l’amministrazione, se non di tutela dello sviluppo? Credo che si debbano promuovere per lo sviluppo anche iniziative importanti per l’insediamento di attività produttive e servizi!
Chi ha lasciato il territorio per il “terremoto”, lo ha fatto per necessità, ma ora non torna perché ha trovato servizi migliori (scuola, sanità e prospettive per i propri figli), mentre qui tutto langue e a ricostruzione conclusa ci saranno tanti B&B, pochi servizi e lavoro solo di nicchia.
E’ recente la notizia che in un ospedale vicino nel mese di dicembre non si effettueranno interventi chirurgici di sorta!
Vi rendete conto? Possibile? Per il lavoro, traino essenziale di una comunità serena, languono tutte le opportunità lavorative esistenti indicate e la sopravvivenza dignitosa è garantita dall’Inps…! Ecco cosa su cui discutere, dopo aver festeggiato e goduto delle più disparate illuminazioni!
Giancarlo Marcelli –


